Siragusa lascia il M5s passa nel gruppo misto

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“Ho letto così tanti attacchi e insulti ai colleghi che, prima di me, hanno fatto questa scelta, da sapere ormai cosa aspettarmi dai commenti degli, spesso anonimi, “leoni da tastiera”. Nonostante ciò, io lo capisco: io vi capisco. Posso capire la frustrazione e la delusione di alcuni di voi, perché sono stata anch’io al vostro posto. So anche che è facile accusare chi se ne va di non essere mai stato del MoVimento, di essere un “infiltrato”. Ma non è così”, scrive Siragusa, che ricorda: “mi sono iscritta al MoVimento 5 Stelle nel 2012, e in tutti questi anni l’ho sempre sostenuto e appoggiato. L’ho fatto perché mi sentivo parte di qualcosa di nuovo, di una rivoluzione culturale, di una speranza di cambiamento per il nostro Paese. Il MoVimento 5 Stelle è stato infatti un bel sogno. È riuscito a creare una comunità di persone convinte che esistesse un modo nuovo, più elevato, più etico di fare politica. Il sogno di Beppe Grillo era il mio. Ma i sogni svaniscono quando ti svegli e devi fare i conti con la realtà. Il mio risveglio è stato entrare in Parlamento, e capire cose che da fuori non era possibile vedere e comprendere. La gestione del MoVimento 5 Stelle da parte dei vertici è stata a mio giudizio disastrosa. Abbiamo svenduto un po’ d’anima ogni giorno. Non si è mai nemmeno creato un vero gruppo, una vera comunità. Basti pensare che, ancora oggi, i parlamentari del MoVimento non si conoscono tutti tra loro. Ci incrociamo nei corridoi e, in alcuni casi, nemmeno sappiamo di essere dello stesso partito”.
“Sono tante, troppe, le ragioni e le dinamiche che mi hanno portato a questa scelta, ormai inevitabile”, aggiunge la deputata. “Da ultimo, certo, ha influito anche l’apertura di un procedimento disciplinare nei miei confronti da parte dei probiviri, per via della mia posizione sul recente referendum costituzionale”, occasione in cui Siragusa votò contro il taglio del numero dei parlamentari.
“Ma la scelta, dolorosa, che oggi compio, non è stata provocata da un singolo evento: è il termine di un percorso durato oltre otto anni”, precisa. “Riponevo negli Stati Generali la mia ultima speranza per veder rinascere il MoVimento, ma sono ormai convinta che nulla cambierà davvero. E quindi eccomi a un bivio. Fra qualche anno, mi guarderò alle spalle e mi domanderò: “Ho avuto l’onore e la fortuna di sedere in Parlamento. Cosa ho fatto per l’Italia?”. Schiacciare i bottoni, sulla base di scelte prese altrove, non mi basta. In futuro, voglio riuscire a rispondere a quella domanda senza rimpianti o rimorsi, sapendo di aver lavorato al meglio, mettendo al primo posto gli interessi dell’Italia e degli italiani, e non quelli di un partito. Per questo – conclude – continuerò il mio lavoro alla Camera, ma con ancora più forza, volontà e determinazione. Sarò quello che saremmo dovuti essere tutti sin dal principio: una cittadina, libera, dentro il Parlamento”. 


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