de Palma (MIRE): “Pater familias”? Meglio “mater familias” per governare il Paese, visti i risultati ottenuti

Politica

di Gerolamo de Palma

Abbiamo sempre usato il termine figurato di “buon padre di famiglia” per descrivere l’adatto comportamento da tenere, sia nella vita quotidiana come nell’adempimento dei diritti e dei doveri dello Stato.

Il “pater familias” aveva la responsabilità di essere esempio e guida per tutti i componenti della famiglia.

Lo stesso mondo è diviso tra chi fa la guerra e chi mette al mondo figlie e figli. La famiglia stessa dava al padre poteri di indiscussa egemonia negli affari e nelle dispute, da che mondo è mondo andava e va così ancora in molte parti del mondo.

Avvezzi alla violenza dalla Roma antica a quella moderna, questa è la verità raccontata anche dal Manzoni, mentalità presente in modo predominante anche durante tutto il medioevo, una mentalità tanto immeritata quanto indiscutibile. Spietato e intransigente era il comportamento da tenere quando venivano messi in discussione l’onore, il rispetto e la supremazia dell’uomo, accadeva spesso anche in ambiti lontani dalla polvere da sparo.

Gestire l’andamento del mondo è una prerogativa maschile in tutti i campi, altrettanto storicamente dimostrata è la certezza che anche le donne sanno essere molto persuasive nel vincere le battaglia della vita. Usano metodi molti differenti ma ugualmente vincenti. Accade quando, eventualmente, sono COSTRETTE a dover reagire ad un problema. Tanti sono gli esempi di grandi donne al vertice della scala sociale. La storia lo conferma in tutte le epoche, compresa la nostra.

Comunque si vogliano osservare le donne, si trovano in una situazione quasi sempre svantaggiata rispetto all’uomo. Le poche quote rosa nella stanza dei bottoni sono ancora oggi una prova lampante del timore di concedere loro potere. Bramosia di potere o paura? Forse solo irresponsabilità!

Era stato deciso che l’uomo doveva lavorare e andare in guerra, mentre alla donna toccava il compito di accudirlo e procreare i figli.

Ma siamo sicuri che ancora oggi dobbiamo seguire i metodi del “pater familias”? Considerare, quindi, le donne che non possono avere figli come inutili nel presente e per il futuro di una nazione? Cercando di sottometterle al volere ed ai bisogni dell’uomo?

Sottomesse, del resto, senza colpa alcuna. Si è deciso così da secoli, ma erroneamente, se consideriamo quanto fatto di buono dalle donne a cui in passato raramente è stata concessa la fiducia ed il potere da parte degli uomini.

L’uomo non ha mai disdegnato creare guerre per futili motivi, conquistare, sottomettere altri popoli… Guerreggiare piaceva e piace ancora, mentre alle donne va il compito di mettere al mondo figli, futuri soldati, figli destinati a morire per un pezzo di terra, spesso e volentieri.

Nonostante questo supplizio, il dovere quasi riverenziale della donna verso l’uomo, possiamo essere certi che sono tanti gli esempi che la storia riporta di grandi donne, iniziando ancor prima con Cleopatra, in Egitto, fino ai tempi odierni: la sovrana di Inghilterra, la cancelliera Merkel, tutti esempi di donne che hanno portato le loro nazioni verso una vita migliore di quanto fatto dagli uomini in passato.

Soffermandoci a riflettere su quante legislature abbiamo avuto, e sul fatto che mai una donna è diventata capo del nostro Governo o Presidente della Repubblica, il vero cambiamento che tutti gli italiani desiderano potrebbe proprio essere questo.

Metodi diversi di agire per raggiungere gli obiettivi importanti. Il buon senso della “madre di famiglia” sono certo che potrà esprimere egregiamente la volontà degli italiani e non quella di questo Governo che nessuno o quasi ha voluto e desidera, sempre rissoso, indisponente, incapace ed escludente come si sta dimostrando di essere.

Guardando al presente, anche noi in Italia abbiamo una donna in grado di poter rappresentare il cambiamento, la prima “Premier” donna della storia della nostra Repubblica.

È la signora Giorgia Meloni, unica ad avere creato un partito da zero portandolo al 16% dei consensi in pochi anni, partito in crescita quasi esponenziale per affidabilità, coerenza e capacità sia umane che politiche, esperta di politica, decisa e patriota.

Il cambiamento di rotta ci sarà soltanto quando la smetteremo di dare colpe e demeriti a chi non ha mai fatto altro che metterci al mondo con tanto amore e dedizione. Un Popolo coraggioso fa scelte diverse da quelle che lo rendono succube del potere e schiavo del bisogno.

Ci vuole coraggio, cari italiani, buon senso e fiducia da riporre nelle mani giuste. Diamo potere alle donne! Del resto, se non ci fossero loro, al mondo non ci saremmo neanche noi uomini.

Coordinatore Movimento italiani residenti all’estero Canton Ticino (MIRE)


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