La storia del cappello Borsalino

Cultura

Di Riccardo Bertolini
Tutto iniziò a Pecetto di Valenza, un piccolo borgo del Nord Italia, in provincia di Alessandria, dove Giuseppe e Lazzaro Borsalino lavorano come cappellai. Ma Giuseppe non si accontenta, a 16 anni si trasferisce a Parigi per affinare il suo talento negli atelier dell’alta moda: il suo sogno è tornare in Italia col diploma di maestro cappellaio e di mettersi in proprio.
Giuseppe Borsalino è un visionario, oltre che un formidabile artigiano: il 4 aprile 1857 avvia ad Alessandria un piccolo laboratorio destinato a conquistare il mondo.
I primi macchinari li acquista in Inghilterra negli anni sessanta dell’Ottocento. Commissiona quindi la costruzione di una nuova manifattura, la più grande della città.
Nel 1900 l’azienda ottiene il Grand Prix dell’Exposition Universel di Parigi, un attestato internazionale di qualità.
La produzione dell’impresa guidata dagli eredi di Giuseppe cresce da 110.000 cappelli all’anno al milione del 1909 e fino a due milioni nel 1914.
A partire dagli anni Venti del Novecento, Borsalino conquista il mercato americano, dove i cappelli prodotti ad Alessandria vengono adottati dalle grandi star del cinema hollywoodiano.
Un fotogramma su tutti: Humphrey Bogart e Ingrid Bergmann nell’indimenticabile sequenza finale di Casablanca. Quello col cinema è un rapporto speciale destinato a durare a lungo: nel 1970 la manifattura di Alessandria concede l’uso del proprio nome a due pellicole cult interpretate da Alain Delon e Jean-Paul Belmondo, Borsalino e Borsalino & Co.
Il 4 aprile 2017, in occasione del sessantesimo anniversario, a Borsalino viene riconosciuta l’Eccellenza del Sistema produttivo italiano.
Oggi la società è posseduta dalla Haeres Equita, che ha rilevato l’azienda nel 2018. E’ presieduta dall’imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *