In Australia 20mila visti permanenti in meno a causa del coronavirus

Italiani nel Mondo

di Francesca Valdinoci e Carlo Oreglia

MELBOURNE – “Il rapporto annuale del governo federale sui visti conferma gli effetti che la pandemia e la seguente chiusura dell’Australia hanno avuto sull’immigrazione”. È quanto riferiscono Francesca Valdinoci Carlo Oreglia in un articolo pubblicato oggi da SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese, per il quale hanno contattato l’agente d’immigrazione Emanuela Canini.

Scendono i visti permanenti e temporanei
I visti permanenti sono calati da 160 a 140mila, tendenza seguita anche dai visti temporanei.
Negli anni scorsi c’è stato un continuo aumento dei visti temporanei fino ad arrivare a 8,8 milioni.Quest’anno invece sono stati concessi solo 6 milioni e mezzo di visti temporanei.
Questo numero non ha influito molto sulle entrate delle tasse governative sui visti, che erano circa 2,3 miliardi di dollari l’anno finanziario scorso e che sono scese a poco meno di 2,2 miliardi.
“Probabilmente perché la varietà di visti richiesti è stata diversa, con l’aumento notevole ad esempio dei Partner visa che sono quelli più costosi, mentre i visti che sono diminuiti per la pandemia sono stati maggiormente quelli turistici, i vacanza-lavoro e i visti studio, che costano molto meno”, spiega a SBS Italian l’agente d’immigrazione Emanuela Canini.
Aumentano le cittadinanze, crollano gli arrivi dei viaggiatori
Sono invece raddoppiate le cittadinanze conferite, circa 230.000, di cui 45mila conferite con una cerimonia online.
In Australia sono passati quasi 33 milioni di viaggiatori via aerea e più di due milioni via mare. La riduzione, legata alla chiusura dei confini, è di quasi il 27% via aerea e più del 14% via mare.
Quante persone chiamano il Ministero degli Interni?
La persone che hanno chiamato il centralino del Dipartment of Home Affair sono state un milione e 300 mila. “Ci chiediamo poi perché si rimane in attesa per un’ora ad aspettare che rispondano”.
Gli impiegati del DHA sono circa 8 mila, con diverse altre funzioni, per cui è un dettaglio che dobbiamo considerare quando ci mettiamo al telefono.
Continua l’alleanza tra governo e ufficio delle tasse
Il governo ha rinnovato la collaborazione tra l’ATO, l’ufficio delle tasse ed il Ministero dell’Interno per altri due anni. L’obiettivo sarà ancora una volta quello di fare controlli incrociati tramite lo scambio di dati.
Aumentano sempre più i controlli, in particolare sui tipi di visti passati e attuali e di conseguenza le condizioni dei visti stessi, i dati degli sponsor e degli sponsorizzati, tutti i movimenti aeroportuali, i dati degli agenti di immigrazione che hanno fatto quei visti e i dati delle scuole dove hanno studiato quelli che hanno uno visto studio.
Da questi controlli e da altre fonti, nel 2019-20 sono stati individuati meno di mille lavoratori illegali, dato in calo rispetto all’anno prima, sempre a causa della pandemia, quando erano circa 1.600.
Per lavoratori illegali si intende persone con visto ma senza permesso di lavoro o che non rispettino le restrizioni lavorative del visto. Sono stati identificati inoltre circa 19mila persone illegali e cioè proprio senza visto, dato invece in aumento rispetto all’anno prima quando erano 14mila.
Molti di questi solitamente vengono rispediti nel proprio Paese abbastanza velocemente, ma quest’anno dato che i confini erano chiusi in molti Paesi, questo non è stato possibile, così sono stati messi in detenzione, dove infatti troviamo un aumento enorme, 18mila contro i 7 mila dell’anno scorso”.
È possibile ascoltare l’intervento di Emanuela Canini sulportale di SBS Italian. 


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