La mia vita in Scandinavia

Primo piano

Mi presento,  mi chiamo Annalisa.  Sono campana di nascita ma direi che sono una cittadina europea e attualmente vivo a Stoccolma da piu’ di cinque anni, ormai. La Svezia non e’ la prima esperienza all’estero, dato che per molti anni ho vissuto a Helsinki, la capitale della Finlandia. Cosi’ dal caldo e profondo sud mi sono ritrovata catapultata nell’estremo e freddo Nord. Probabilmente molti di voi si chiederanno come sia potuto succedere? Ovviamente per amore!

Quando a mio marito fu offerta la possibilita’ di fare un’esperienza di lavoro all’estero, la cogliemmo al volo perche’ la voglia di esplorare una nuova cultura cosi’ diversa da quella italiana ( e soprattutto campana) era tale che non ci pensammo due volte.

Il nostro e’ stato un espatrio voluto perche’ sia io sia mio marito ( avvocato io ingegnere lui) avevamo le nostre professioni, la nostra bella casa, i nostri amici e la nostra amata terra, perciò’ la nostra decisione non  è stata dettata da necessità, come  avveniva nel passato quando milioni di italiani emigravano nel Mondo o come sta succedendo adesso, quando si vedono centinaia di migliaia di giovani, di talenti emigrare dall’Italia.

L’esperienza sarebbe dovuta essere provvisoria, ma ci siamo trovati talmente bene che… eccoci ancora qui dopo quasi 15 anni!

Dopo i primi anni trascorsi tra la Finlandia e l’Italia, prendendo aerei come se fossero stati autobus o treni, ho deciso di lasciare il mio  studio di avvocato (non senza qualche rammarico) e mi sono buttata a capofitto in questa nuova vita, dando priorita’ alla mia famiglia.

Lasciare l’Italia non e’ stato semplice. Certo, lo abbiamo scelto noi. Ma lasciare una vita confortevole che si conosceva per una tutta incerta da cui avevamo grandi aspettative, lo ricordo come se fosse ieri, e’ stata una decisione voluta, ma ragionata. E non mi riferisco alla prima opportunita’ che abbiamo avuto, quella che sarebbe dovuta essere semplicemente un’importante esperienza di vita, ma a quella presa successivamente di voler continuare a vivere all’estero.

Vivere all’estero ti migliora indubbiamente. Anche se e’ un cliche’ dirlo, ma vivere all’estero ti allarga la mente, ti fa guardare cose e problemi da un’altra prospettiva, insomma ti arricchisce della cultura del paese ospitante che si fonde alla tua e inizia a farne parte.

E tu non sarai mai piu’ solo italiano o finlandese/ svedese ma una via di mezzo, che a volte e’ una cosa bellissima ma a volte e’ dura perche’ non ti ritrovi piu’ al 100% nella cultura della tua amata Italia, ma ovviamente non riuscirai mai a comprendere al 100% quella del tuo Paese ospitante.

Quindi sei in un Limbo che e’ un cosa molto strana, ma inizi a conviverci e a guardare e vivere i lati positivi di questa posizione.

Vivere all’estero significa lasciare la propria famiglia, che e’ in assoluto la cosa peggiore di questa decisione, non essere presente quando lei ha bisogno di te o quando tu hai bisogno di lei e questo e’ il lato negativo, ma significa anche iniziare a costruirsi una rete di amici, italiani indigeni o internazionali,  che diventerà la tua nuova famiglia. E la costruzione di questa nuova rete e’ fondamentale, quanto piu’ forte essa sara’,  tanto piu’ serena e tranquilla sara’ la tua permanenza li’.

Vivere all’estero significa anche iniziare a contare solo su se stessi senza fare affidamento su nessuno. Contare solo sulle proprie forze e basta! Certo si hanno gli amici, e in in questi anni ne ho incontrato tanti e alcuni di loro sono stati fondamentali per la mia vita e sopravvivenza, direi, ma non sempre si puo’ contare su di loro perche’ anche loro hanno i tuoi medesimi problemi.

Vivere all’estero significa imparare una nuova lingua!

In Italia abbiamo ottime scuole, ma se c’e’ un grande tallone d’achille, quello e’ rappresentato  dalle lingue.  Si studiano poco e male, per cui quando si espatria, si deve iniziare da zero.  Spesso si inizia con l’inglese per poi imparare la lingua della Nazione ospitante. Questo e’ stato il mio caso, dopo una buona rispolverata all’inglese con corsi full time, sono passata al finlandese ( una delle lingue piu’ difficili al mondo) e proprio quando stavo iniziando timidamente a parlare, ci siamo spostati in Svezia, dove mi sono immediatamente buttata a capofitto nella lingua con corsi quotidiani di svedese. Esatto, avete capito bene la mattina dopo aver accompagnato mio figlio a scuola, andavo a scuola anche io, cinque giorni a settimana per tre ore al giorno. Un vero full time.

Insomma vivere all’estero ha gioie e dolori, bisogna sceglierla questa vita, ma una volta scelta non puoi piu’ farne a meno.

Oggi ho appena sfiorato la superficie, nel parlare della mia esperienza, ma saro’ contenta di raccontarvela  a 360 gradi le prossime volte  e di parlarvi della capitale della Scandinavia, come gli svedesi usano appellare la Svezia. Usanze, cultura, scuola, politica, sanità’, immigrazione, lingua/lingue e tanto altro saranno gli argomenti di cui vi parlerò.

Grazie a Radici che mi ha accolto così benevolmente al suo interno. Questa parola per me e’ molto importante, infatti le radici sono il mio punto di partenza quotidiano, quelle che mi legano all’Italia seppur non ci viva più, quelle che cerco di lasciare a mio figlio, italiano di nascita ma cittadino europeo di adozione,  le radici sono quelle che ci fanno tornare sempre, quelle che anche se non vedi sono talmente in profondità’ che fanno parte indissolubilmente del tuo essere e della tua nuova vita all’estero.

Non vedo l’ora di iniziare!

A presto!!

Annalisa Spinelli

redazione@progetto-radici.it


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