Dal Diario di Anna Frank

Cultura

La carta è più paziente degli uomini è la frase che avvia una riflessione dell’autrice di un famoso Diario, mi riferisco ad Anna Frank, l’adolescente che ha avuto il coraggio di affidare i pensieri più intimi a dei fogli di carta in uno dei periodi storici più terribili per il genere umano: la Seconda Guerra Mondiale. Il Diario è una commovente e lucida testimonianza dell’esistenza in clandestinità di una famiglia di origini ebraiche e delle brutali violenze subite dai deportati nei campi di sterminio nazisti.

La carta è più paziente degli uomini, dal mio punto di vista è un invito a scrivere come atto liberatorio, un far fluire in modo assoluto e senza filtri le emozioni e andare oltre le barriere delle proprie paure. Fermare i pensieri su un foglio permette, anche se per un intervallo di tempo limitato, di evadere dalla realtà materialistica della società odierna, così convulsa e poco spirituale. Non si smetterà mai di scrivere perché per quanto la vita possa cambiare ed evolversi, per quanto l’individuo sia spinto a un’esistenza frenetica, la sua anima sarà sempre viva e pensante.   Probabilmente, almeno una volta nella vita arriverà quell’attimo in cui si avvertirà il bisogno di fermarsi, e dare libero sfogo alla parte più privata di sé, liberandosi delle zavorre materiali che appesantiscono il quotidiano esistere.

Il foglio di carta, allora, è il mio Io, e riflette come uno specchio l’immagine più personale fatta di sentimenti ed emozioni contrastanti.

Il foglio di carta concede il privilegio di scrivere senza che nessun altro sovrapponga i propri pensieri, e non lascia spazio alle altrui prevaricazioni.

La carta è paziente più degli uomini perché in grado di un quieto ascolto e pazientemente lascia che la penna scorri su di sé in assoluta libertà.

Francesca Moretti


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