Il Ticino non vuole essere “lombardizzato”

Politica

Partecipazione al voto vicina al 60 per cento. Dei cinque quesiti referendari, tre sono stati bocciati (Revisione legge sulla caccia, Deduzione fiscale per i figli e Limitazione libera circolazione) e due approvati (Aerei da combattimento e Congedo di paternità).

Gli svizzeri hanno dato una buona lezione di politica a tutti i cittadini europei. Gli accordi con l’Unione europea sulla libera circolazione dei lavoratori non saranno modificati perché gli elettori e le elettrici hanno respinto con il sessanta per cento l’iniziativa anti-straniera dell’Udc che ne chiedeva la limitazione.

Ma in Ticino, cantone di frontiera con la Lombardia, ha stravinto il sì con 70’115 contro i 61’841 no. E il sì ha vinto anche nel piccolo semi cantone dell’Appenzello interno con 3’675 sì e 3’094 no. E ha vinto anche a Glarona per poco più di cento voti: 7’267 sì contro 7’132 no.

Il risultato ticinese non si spiega con la presenza massiccia di lavoratori frontalieri. Anche a Basilea e Ginevra si riversano quotidianamente decine di migliaia di lavoratori frontalieri, ma gli elettori e le elettrici locali hanno votato nettamente per il no.

È ancora una prova della tendenza conservatrice del piccolo cantone svizzero di lingua italiana. La resistenza dei ticinesi di essere completamente lombardizzati. E allora l’Appenzello interno? E’ la Svizzera più profonda, dove vivono quasi esclusivamente contadini che hanno con l’Europa ben poco a che fare. Così come a Glarona, terra vicina ad Heidiland, che rifiuta l’influenza zurighese.

Molto alta la partecipazione: attorno al 60 per cento. Dei cinque quesiti referendari, tre sono stati bocciati (Revisione legge sulla caccia, Deduzione fiscale per i figli e Limitazione libera circolazione) e due approvati (Aerei da combattimento e Congedo di paternità).

 


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