Elezioni regionali in Puglia: agli elettori l’ardua decisione

Primo piano

 Editoriale

di Antonio Peragine

Anche quest’anno andremo a votare e questa volta per il rinnovo dei Consigli di sette Regioni, Puglia compresa, nonché per numerose Amministrazioni Comunali: verrebbe da dire che, nel nostro Paese si vota un anno sì e l’altro pure!

La sfida per la Presidenza della Giunta pugliese è impegnativa, con riflessi importanti non solo “locali” ma soprattutto Nazionali per cui ben si comprende la costante presenza e partecipazione di leader nazionali in una inedita campagna elettorale “estiva” e complicata dal rischio Covid.

Una lotta all’arma bianca caratterizzata da un dibattito forte, acceso e senza esclusione di colpi tra gli otto candidati.

Alcune considerazioni sono inevitabili.

Innanzitutto le frammentazioni esistenti in ogni schieramento e che riguardano sia il Movimento 5 Stelle con la ricandidatura di Antonella Laricchia e quella inedita e coraggiosa di Mario Conca, consigliere uscente,  sostenuto dalla lista civica “Cittadini Pugliesi-Mario Conca Presidente” .

Altra situazione conflittuale evoca la candidatura del Sottosegretario Ivan Scalfarotto che si muove nell’area del centro-sinistra, sostenuto da Italia Viva, +Europa e le civiche “Scalfarotto Presidente”  e “Futuro Verde”,  in contrapposizione con l’armata di ben quindici liste che sostengono l’uscente presidente Michele Emiliano.

Anche il centro-destra non è immune da problemi: superata, non senza qualche fatica, la scelta unitaria della candidatura di Raffaele Fitto, resta la candidatura “divisiva” dello scrittore Pierfranco Bruni, sostenuto da Fiamma Tricolore. In sostanza anche in questa circostanza, la sen. Adriana Poli Bortone non ha rinunciato a svolgere un ruolo anche se non più in prima persona come nel 2015. Vedremo se i numeri daranno ragione di questa scelta.

Poi per completare il quadro bisogna registrare le altre candidature di Nicola Cesaria, sostenuto dalla lista civica “Lavoro Ambiente Costituzione” e Andrea D’Agosto, sostenuto dalla lista “Riconquistare l’Italia”

Questa campagna elettorale, non ci illudiamo, si vincerà sul filo di lana e forse penalizzerà chi non ha saputo o, peggio, voluto costruire alleanze più compatte: le previsioni dicono che basterà una manciata di voti a determinare la vittoria!

Allora, io mantengo doverosamente riservato il mio “quasi” vaticinio,   al dopo elezioni per continuare a sviluppare il dialogo con i lettori ai quali affido un appello-invito: andare a votare è un dovere, oltre che un diritto.

Astenersi non serve a niente e anzi favorisce la cattiva politica che deve confrontarsi con la volontà dei cittadini espressa attraverso il proprio VOTO.  

Antonio Peragine

direttore@corrierenazionale.net


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