Intervista a Luigi Picerno presidente del Consorzio del pane Dop di Altamura

cronaca

ALTAMURA – BARI. Intervista di Myriam Di Gemma, in esclusiva per il Corriere di Puglia e Lucania, a Luigi Picerno, Presidente del Consorzio per la valorizzazione e la tutela del Pane di Altamura DOP, e al Direttore del Consorzio Pane di Altamura, Nicola Lorè.

Luigi Picerno,  titolare dell’Azienda “BISCO’ “, Presidente del Consorzio per la valorizzazione e la tutela del Pane di Altamura DOP.bi

“L’obiettivo del prossimo triennio – sottolinea Picerno – sarà quello di consolidare e rafforzare lo spirito di squadra e l’azione consortile nei suoi aspetti peculiari: tutela, informazione e valorizzazione. Al primo posto la tutela degli operatori che hanno creduto sin da subito nella filiera del vero Pane di Altamura e che ancora oggi continuano a credere nel progetto della DOP, investono tempo, lavoro e risorse finanziarie in una strategia di sistema territoriale. Attività di tutela che vedrà una più decisa e marcata azione di vigilanza contro comportamenti ingannevoli anche nei confronti dei consumatori.”

“Tra le azioni programmatiche del Consorzio – afferma il confermato presidente Picerno – sicuramente si realizzerà anche la modifica ed aggiornamento del disciplinare di produzione per meglio soddisfare i crescenti fabbisogni dei consumatori e del mercato, sempre più esigenti. Il pane di Altamura certificato DOP continuerà ad essere un fattore importante per l’economia locale, per la storia e la cultura di Altamura e dell’Alta Murgia pugliese, una garanzia di origine e tracciabilità, genuinità e salubrità.

PANE DI ALTAMURA: STORIA DI UNA TRADIZIONE SECOLARE

Il pane è sicuramente uno dei prodotti simbolo dell’alimentazione italiana e mediterranea, e il Mezzogiorno, terra di grano duro, ha sicuramente arricchito la tradizione di grandi varietà,  nate in tempi antichi e dai gesti semplici di civiltà contadine. Questo vale anche per il pane di Altamura, originario di una città dell’entroterra barese, sull’altopiano delle Murge. Qui da secoli si produce un pane, che nel dialetto locale è chiamato “u sckuanète”, preparato in grandi pezzature e dalle qualità che hanno fatto innamorare chiunque abbia assaggiato il suo sapore deciso e genuino.

Tradizionalmente l’impasto veniva preparato in casa, mentre la cottura avveniva presso i forni pubblici, dove ogni pagnotta era marchiata con le iniziali del suo proprietario. Un rito anche sociale che si ripeteva nel tempo e che ha contribuito a forgiare una comunità e a legarla fortemente a uno dei suoi prodotti simbolo.

Il pane sfornato ad Altamura durava a lungo ed era la base della dieta di contadini e pastori durante i lunghi e faticosi periodi di lavoro lontani da casa nelle masserie sotto il sole murgiano, in particolare come ingrediente di una zuppa povera di pane con olio e sale. Semplicità assoluta, come semplici sono gli ingredienti – farina di grano duro, lievito, sale e acqua – e il processo di lavorazione che porta a mettere in tavola un pane per il quale persino un bon vivant d’altri tempi come il poeta latino Orazio ha avuto parole lusinghiere nelle sue Satire, scritte più di 2000 anni fa.

Barack Obama, già presidente degli Stati Uniti, in occasione della sua visita a Milano – TuttoFood 2017 – cena anche con il pane di Altamura DOP.

Intervista video del Direttore Nicola Lorè


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