Referendum: tutte le scandenze all’estero

Italiani nel Mondo

ROMA – Mancano meno di due mesi al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Gli italiani, in patria e all’estero, sono chiamati alle urne per confermare o meno la riforma approvata dal Parlamento che prevede la diminuzione di deputati – da 630 a 400 – e senatori – da 315 a 200. Taglio anche per gli eletti all’estero: i deputati da 12 diventano 6; i senatori da 6 a 4.

Gli italiani all’estero iscritti all’Aire anche al referendum votano per corrispondenza, ma possono anche scegliere di tornare in Italia per esercitare il voto nel comune di provenienza.
Per farlo, devono comunicarlo al loro Consolato di riferimento entro martedì prossimo, 28 luglio.
Al contrario, possono votare all’estero per corrispondenza pur non essendo iscritti all’Aire i cittadini italiani temporaneamente all’estero, cioè chi per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trova all’estero, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum, nonché i familiari con loro conviventi.
Per votare all’estero per corrispondenza, invece che nel seggio in Italia, i temporaneamente all’estero devono comunicarlo al loro Comune di residenza entro il 19 agosto.
Iscritti Aire e temporaneamente all’estero che hanno esercitato l’opzione riceveranno al loro indirizzo il plico contenente il materiale elettorale e le istruzioni sulle modalità di voto entro i primi giorni di settembre.
Il plico con il voto dovrà giungere all’ufficio consolare entro martedì 15 settembre alle ore 16 locali. Si tratta di una data anticipata rispetto a quanto previsto dalla legge Tremaglia che all’articolo 12 comma 7 indica nel giovedì antecedente la votazione il termine per l’invio dei plichi votati in consolato.
Il termine è stato anticipato per tenere conto dell’attuale emergenza sanitaria dal decreto legge 76/2020 – il cosiddetto Decreto semplificazioni – che all’articolo 16 recita:
“Art. 16
Disposizioni per facilitare l’esercizio del diritto di voto degli italiani all’estero nel referendum confermativo del testo di legge costituzionale, recante “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”
1. Per il referendum confermativo del testo di legge costituzionale, recante: “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 240 del 12 ottobre 2019:
a) il termine di cui all’articolo 12, comma 7, primo periodo, della legge 27 dicembre 2001, n. 459 (7. I responsabili degli uffici consolari inviano, senza ritardo, all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero le buste comunque pervenute non oltre le ore 16, ora locale, del giovedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia, unitamente alla comunicazione del numero degli elettori della circoscrizione consolare che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3), è fissato alle ore 16 del martedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia;
b) il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale può disporre che la spedizione di cui all’articolo 12, comma 7, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2001, n. 459 (Le buste sono inviate con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica), avvenga con valigia diplomatica non accompagnata;
c) il numero minimo e massimo di elettori per ciascun seggio di cui all’articolo 13, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, è stabilito rispettivamente in ottomila e novemila elettori;
d) l’onorario in favore dei componenti dei seggi elettorali di cui all’articolo 13 della legge 27 dicembre 2001, n.459, è aumentato del 50 per cento”).
Gli elettori che entro il 6 settembre non avranno ancora ricevuto il plico potranno contattare il proprio ufficio consolare per ottenere il duplicato. 


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