Silvia Romano come gli austronauti Armstrong e Aldrin di Apollo 11 : “Torneremo sulla luna ma per restarci.”

cronaca

di Eleonora Magnelli

Di Silvia Romano abbiamo numerosi indizi che non abbiamo riscontrato in nessun essere umano rapito dopo lunghissimi 18 mesi di prigionia passati fra Kenya e Somalia.
Silvia o Aisha , chiamatela come preferite , nome mofificato in prigionia dopo la sua conversione volontaria all’islam, da cio’ che lei stessa ha dichiarato, si mostra con un grande sorriso ed il suo volto che appare riposato e mai provato.
C’e’ chi scommette che Aisha sia pronta a ripartire appena la grande polemica italiana forse infinita , dei 3/4 milioni di euro sborsati dallo Stato italiano per il Suo riscatto , cesserà.
Ma lei non deve tornare sulla Luna come gli astronauti di Apollo 11, bensì sceglierebbe il paese dove per 18 mesi e’ stata privata della sua libertà e della sua identità . E’ stata rapita da una banda di un gruppo fondamentalista Al Shabab, che ha ordinato il sequestro e che l’ha portata in Somalia facendo anche 10 Ore al giorno di cammino per raggiungere la prima, delle sei prigioni dove è stata rinchiusa , accompagnata da oltre 7/8 uomini.
Nella prima prigione è stata rinchiusa sola in una piccola stanza. «Ero disperata, piangevo sempre. Il primo mese è stato terribile», ha raccontato. «Mi hanno detto che non mi avrebbero fatto del male, che mi avrebbero trattata bene. Ho chiesto di avere un quaderno, sapevo che mi avrebbe aiutata».
Nella seconda prigione invece era già cominciato il negoziato con la richiesta di una prova in vita si Silvia/ Aisha. «Stavo sempre in una stanza da sola, dormivo per terra su alcuni teli. Non mi hanno picchiata e non ho mai subito violenza. Non sono stata costretta a fare nulla. Mi davano da mangiare e quando entravano nella stanza i sequestratori avevano sempre il viso coperto. Parlavano in una lingua che non conosco, credo in dialetto. A quello che parlava inglese ha chiesto di poter leggere. Ha avuto dei libri, compreso il Corano. Sono sempre stata chiusa nelle stanze. Leggevo e scrivevo. Ero certamente nei villaggi, più volte al giorno sentivo il muezzin che richiamava i fedeli per la preghiera».
Silvia ha dichiarato che le hanno girato tre video, segno che le trattative procedevano. Lo Stato Italiano ha avuto tuttavia la certezza che lei fosse ancora viva il 17 gennaio 2020.
Domenica 10 maggio 2020 Silvia rientra all’aeroporto romano di Ciampino . La 24enne
indossava un tradizionale vestito delle donne somale .
Ad attenderla con il premier Conte e il ministro degli esteri Luigi Di Maio, i genitori Enzo e Francesca Romano e sua sorella .


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