Il  “colorato” dialetto barese di Tony Locorriere

Cultura

Recensione del libro  ‘ Il Barese, che dialetto colorato! di Tony Locorriere

Nel cuore di ogni individuo, qualunque sia la sua provenienza nel mondo , vi è un anfratto in cui sono riposte le rimembranze delle radici peculiari del suo luogo di origine.

Infatti, in ciascuno di noi, nel decorso della vita, restano indelebili i ricordi dell’infanzia quali plinti di fondazione della struttura evolutiva dell’esistenza, conformati dai costumi atavici e dalla tradizione.

La globalizzazione che sta invadendo l’umanità comporta, in misura solo per certi versi apprezzabile, la promiscuità fra i popoli conducendoci tutti alla inevitabile presa d’atto di appartenenza ad un’unica razza, quella umana.

Se la fusione e la sovrapposizione di una miriade di culture, usi e costumi sono divenute un dato di fatto, nel contempo , resta viva e primaria l’esigenza di conservare e preservare il patrimonio inestimabile costituito dalle tradizioni e dalle radici di appartenenza di ciascuno di noi.

La mescolanza che da più parte ci invade ha il risultato, che si configura come ineludibile, del sopravvento di un progressivo grigiore universale sulla policromia ben più brillante della nostra storia parlata, densa di linguaggi, fonia e pronunce unite3 in un caleidoscopio dalle mille sfaccettature,

E’ di conseguenza doveroso plaudire ad ogni sforzo e ad ogni iniziativa di chi, pur accettando ed acquisendo le mutazioni quotidiane indotte nel proprio vivere da una sempre più aggressiva miscellanea convivenza tra i popoli, mostri di saper difendere con passione ed orgoglio le peculiari caratteristiche della nostra storia e della nostra lingua.

In questa cornice si inserisce, con più che apprezzabile risultato, il lavoro massivo di un vero studioso e cultore della ‘baresita’ quale è Tony Locorriere che ha affrontato il nostro dialetto, “unico,  completo, simpatico e pittoresco glossario semiserio con centinaia di vocaboli in Barese-italiano derivati dalla tradizione locale”.

Dall’impegno dell’Autore è sortita un’opera a dir poco pregevole che consente al lettore di cogliere, con dovizia di particolari, il “colore” (ed aggiungeremmo il “calore”) della nostra bellissima lingua.

Su un’asserzione del Locorriere non siamo in completa sintonia: quanto ritiene di non poter definire “seria” la sua opera per la presenza di alcune locuzioni verbali ritenute inadatte ai minori di anni 14 (quattordici).

Per il vero, e’ pura baresità anche quella e, non fosse altro che per dovere di completezza, non va assolutamente sminuita.

Chi scrive ha avuto l’onere di conoscere un principe della linguistica barese quale è stato Gaetano Savelli, indimenticabile traduttore della Divina Commedia divenuta la sua “chemedie” di Dande veldate’a la barese, edita dal Savarese.

Orbene non è per nulla dissacrante ma appare giusto  includere Tony Locorriere   in quel nucleo di autori come Gaetano Savelli, Alfredo e Felice Giovine, Giovanni Pansa, ecc., che esaltano e difendono il nostro  dialetto barese, argutamente definito “colorato”.

E’ quindi doveroso ed opportuno esprimere gratitudine a quanti come loro , mostrano con le loro opere la dedizione alla cultura della baresità e ne consentono, affrontandola ciascuno dal proprio punto di vista e con la propria specificità, di rivendicarne la collocazione e la appartenenza al patrimonio culturale che prevarica ogni confine. ,

A buon diritto va dunque testimoniato il riconoscimento a Tony Locorriere della sua autodefinizione di autore Bestseller , con l’auspicio che, a breve, altre sue opere altrettanto significative possano aggiungersi , impreziosendola ancor più ,  alla sua “ missione di raccogliere, interpretare, salvaguardare, preservare e far riconoscere la nostra splendida lingua d.o.c.”

 

Emilio Pepe


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