Schiavone (Cgie): Consolati e Comites non bastano, occorre più informazione!

Italiani nel Mondo

Scarsa informazione all’estero sul referendum costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari. Breve memorandum del Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone.

A due settimane di distanza dall’inizio delle votazioni referendarie nella circoscrizione estero, dove si inizierà a votare a partire dal 16 marzo 2020, l’informazione agli aventi diritto è circoscritta alle solo indicazioni amministrative pubblicate nei siti delle ambasciate e dei Consolati.

Troppo poco per costruire un parere qualificante e obiettivo dell’opinione pubblica nelle comunità italiane all’estero. Occorrerebbe riempire di contenuti le informazioni e intervenire con provvedimenti legislativi, promuovere un grande sforzo mirato alla conoscenza del portato del quesito referendario e, quindi, coinvolgere e far partecipare il maggior numero di cittadini.

Da qui la necessità di una riforma complessiva e urgente delle norme legislative per garantire un voto trasparente e obiettivo nella circoscrizione estero.

SCARSA INFORMAZIONE ALL’ESTERO

Senza disposizioni e provvedimenti precisi in materia di comunicazione politica e di informazioni del servizio radiofonico, televisivo, multimediale e di informazione cartacea, come avviene sistematicamente per ogni appuntamento elettorale in Italia, nella circoscrizione estero sarà difficile informare le elettrici e gli elettori.

In merito al referendum costituzionale in materia di riduzioni del numero dei parlamentari in votazione il 29 marzo nelle indicazioni generiche pubblicate nei siti web delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero, 127 ambasciate e 80 uffici consolari, l’informazione è sterilizzata alle sole indicazioni seguenti:

In base all’art. 138 della Costituzione, le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si dà luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

A differenza del referendum abrogativo, quello costituzionale, come quello in questione, non richiede un quorum, ossia una quota minima di votanti sugli aventi diritto al voto, per la validità della consultazione. Finora se ne sono tenuti tre:

  • il 7 ottobre 2001, concluso con l’approvazione della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, che modifica il Titolo V della Parte II della Costituzione;
  • il 25 e 26 giugno 2006, concluso con la mancata approvazione di una proposta di legge costituzionale volta a modificare la Parte II della Costituzione.
  • il 4 dicembre 2016. Concluso con la mancata approvazione di una radicale revisione della parte II. Tale revisione comprendeva, principalmente, disposizioni per la modifica del bicameralismo paritario, e per la modifica del titolo V.

Per cosa si vota?

Il Parlamento italiano ha approvato la legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”. Con questo voto si chiede agli elettori di confermare o meno tale riforma.

Sono iscritto all’AIRE ma ho cambiato recentemente indirizzo, cosa devo fare per votare all’estero?

Il voto all’estero si svolge per corrispondenza. Se si è recentemente cambiato indirizzo bisogna quindi informare immediatamente il consolato italiano di riferimento per i necessari aggiornamenti. La comunicazione deve preferibilmente essere fatta tramite il Portale Fast-it oppure può essere inviata anche per posta elettronica.

Sono iscritto all’AIRE ma voglio votare in Italia, cosa devo fare?
L’opzione di voto è scaduta l’8 febbraio 2020.

Sono residente in Italia ma il 29 marzo mi troverò all’estero: posso votare?

La richiesta al proprio comune andava presentata entro il 26 febbraio 2020.

Sono iscritto AIRE ma il 29 marzo sarò all’estero in un altro Paese: posso votare?

La richiesta al proprio consolato andava presentata entro il 26 febbraio 2020.

Quando riceverò il plico elettorale?

I plichi saranno inviati entro metà marzo.

Se non ricevo il plico elettorale? Cosa devo fare?

A partire dal 15 marzo 2020 gli elettori che non abbiano ricevuto il plico possono richiederne un duplicato all’ufficio consolare di riferimento. Non è possibile chiedere il duplicato prima di tale data.

Entro quando si può votare?

Il plico contenente la scheda votata deve pervenire al consolato tassativamente entro le ore 16 locali di giovedì 26 marzo 2020.

L’INVITO AI COMITES DI ORGANIZZARE SERATE INFORMATIVE

Agli stessi Comites l’amministrazione chiede di organizzare iniziative pubbliche senza contradditori, e quindi di informare sulle modalità di voto.

Sarebbe inoltre utile informare tutti i cittadini italiani maggiorenni nel merito del referendum confermativo della riforma costituzionale del 29 marzo e illustrarne i principali contenuti, comunicando le ricadute sulla costituzione mediante illustrazioni del quesito referendario con un linguaggio comprensibile, istituzionale e informativo.

Quest’esercizio è uno degli aspetti qualificanti della democrazia basta volerlo e promuoverlo in funzione di una diffusa e ampia partecipazione popolare.

Michele Schiavone

Segretario Generale Cgie


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