Le compagnie hanno deciso di evitare lo spazio aereo dell’Iran e dell’Iraq

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I rottami del Boeing ucraino precipitato in Iran

Sempre meno affollati i cieli di Iran e Iraq dopo la salva di missili lanciata stanotte sulle basi Usa in Iraq e il disastro aereo del volo ucraino diretto e decollato da Teheran. La Faa (Federal Aviation Administration, autorita’ regolatrice dei voli Usa) ha messo al bando i voli civili sull’Iraq, l’Iran, il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman. “Faa – si precisa in una nota – continuerà a monitorare da vicino gli eventi in Medio Oriente”. Stesso provvedimento e’ stato comunicato dall’autorità russa per l’aviazione.

La compagnia Ucrainian International Airways ha annunciato la chiusura dei voli per la regione, seguita poi da Air France Lufthansa. E sui cieli di Iraq e Iran si verifica un drastico cambiamento di traffico. Un portavoce di Klm ha annunciato: “Fino a nuovo ordine, Klm non ha voli sopra lo spazio aereo iraniano o iracheno. Tutti i voli verso diverse destinazioni del Sud-Est asiatico e altre destinazioni del Medio Oriente saranno effettuati su rotte alternative”.

I vettori Emirates Airline FlyDubai, la linea low cost, degli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver cancellato i voli per Baghdad per “motivi operativi” ma per ora continuano il sorvolo. L’australiana Qantas ha detto che uno dei suoi voli Londra-Perth sarebbe stato dirottato, con l’altro già in volo su una rotta alternativa.

“Stiamo modificando le nostre rotte di volo sul Medio Oriente per evitare lo spazio aereo sopra l’Iraq e l’Iran fino a nuovo avviso”, ha detto un portavoce. Sia la Singapore Airlines che la Malaysia Airlines hanno detto che dirotteranno i voli dallo spazio aereo iraniano. Vietnam Airlines annuncia che farà “aggiustamenti appropriati” delle rotte per evitare aree di potenziale instabilità, anche se le sue rotte di volo regolari verso l’Europa non passano sopra l’Iran e l’Iraq.

Le compagnie aeree giapponesi ANA e JAL, e Cathay Pacific, con sede a Hong Kong, hanno detto che i loro aerei non volano attraverso lo spazio aereo interessato dall’ultimo flare-up. I siti di monitoraggio del traffico aereo mostrano un’attività all’apparenza quasi normale. Soltanto che gli aerei in volo sui due Paesi sono tutti di compagnie della regioni. Saudite, emiratine, yemenite oltre a quelle di Iran e Iraq stessi.


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