Ministro Patuanelli, e l’amianto?

Così come la vediamo

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di Vincenzo Cerceo*

Nel dicembre 2006, a Trieste, Stefano Patuanelli, allorché era soltanto un ottimo ingegnere, e prima di diventare ministro la cui validità andrà confermata dai fatti, fu incaricato dal generale della Guardia di Finanza Fabrizio Lisi, un ufficiale sensibile (ve ne sono) alla sicurezza del personale alle sue dipendenze, di elaborare un “documento sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro” relativamente alla caserma di Campo Marzio della città, di Passeggio Sant’Andrea, dove ha sede il Comando Regionale del Corpo.

Su questa relazione è scritto, tra l’altro: «Sono stati valutati i rischi chimici, rumori, incendio e polveri, con relativo piano delle misure di eliminazione e/o contenimento». Abbiamo letto, con la massima possibile attenzione, tutte le numerose pagine di questa splendida relazione, ma inutilmente abbiamo tentato di scoprirvi una qualche anche marginale nota relativamente alla presenza, in quella struttura, dell’amianto/eternit, che proprio in questi anni sta provocando morti ed ammalati tra i militari.

Carenza nostra? In tal caso chiediamo anticipatamente scusa altrimenti sarebbe necessaria una spiegazione, infatti si è ritenuto di citare il rischio, ad esempio, derivante da “olio di lino cotto”, ma non del tremendo killer chiamato amianto, CHE PURE ERA LI’ ANCORA PRESENTE.

Una svista da parte dell’ingegnere, può darsi, ma in tal caso uno che facesse così, (è naturalmente solo una ipotesi che non ci auguriamo) anche nel lavoro da ministro ci preoccuperebbe alquanto. Siamo convinti che non sarà così ma perché allora in quella relazione l’amianto non fu citato?

Vincenzo Cerceo – Colonnello in congedo della Guardia di Finanza

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