Saper scrivere

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Statisticamente, gli italiani leggono meno giornali rispetto agli altri europei e sono propensi a scrivere ancor in misura minore. E’ una questione di complessione mentale che, non sempre, consente di rendere pubblico un proprio pensiero o una propria opinione.

Conoscere, a fondo, il lessico italiano, non sempre è sufficiente per saper trasmettere ad altri, tramite uno scritto, le proprie sensazioni. Se esercitare la professione di Giornalista, è sancita da specifiche leggi, saper scrivere in modo “interessante” è un’opportunità per tutti. Di fatto, però, bisogna saperlo fare. Una simile “dote” si evidenzia proprio sentendo l’opinione di chi legge su ciò di cui si scrive. Chi giudica è il lettore; del quale chi scrive ha da tener sempre conto. Perché “meglio” si può sempre fare. Quindi, “libera” penna non significa “buona” penna. Ci sono delle doti che, se non sono innate, difficilmente si acquisiscono con l’esperienza degli anni. A nostro avviso, chi sa scrivere è in grado d’interessare anche i distratti. Tanto da concretare opinioni che, prima, potevano essere solo latenti.

Chi riesce ad’esprimere proprie riflessioni ed hanno la determinazione di renderle trasmissibili tramite scritti, ha fatto il primo passo sul fronte dell’opinionismo. Tutto il resto, che non è poco, può venire in un secondo tempo. Tuttavia, se mancano certe prerogative è inutile rischiare.

 In buona sintesi, chi è in grado di scrivere “bene” può essere certo d’essere “letto” e compreso nello stesso modo. Ciò non significa, però, condividerne, necessariamente, i concetti. Ma questa è tutta un’altra storia.

Giorgio Brignola

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