A chi tutto e a chi niente?

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La politica italiana è allo sbando. Che non sia solo una nostra percezione lo confermano i fatti che sono stati protagonisti di questo 2019. Anche il prossimo anno non sarà migliore per una ripresa con effetti risanatori sul fronte dei bilanci familiari e occupazionali italiani. Ora, non consideriamo rilevante verificare il “perché” e il “percome” di una situazione che neppure la più assennata politica poteva prevedere. Troppe le concause di lontana origine e ancor più i compromessi che ne hanno consentito il consolidarsi.

 La foto del nostro Paese, anche a livello UE, resta “sfuocata”. Sotto profili che dovrebbero essere ben chiari per evitare altri errori. Perché d’alternative ce ne sono rimaste poche. La nostra non è una sensazione di malessere superficiale. E’ profonda e s’insinua anche in strati della società che ne sembravano immuni. Questo significa che continua a esserci ciò che non funziona nel modo corretto. Soprattutto a livello politico.

 Lo avevamo evidenziato già nella tarda primavera. Ora, anche il Parlamento dovrà fare i conti con la realtà. Per non arrenderci al fatalismo della situazione, né al pessimismo del momento, non ci resta che approfondire gli sviluppi dell’iter politico nazionale e i relativi “compromessi”per dare all’Italia un Esecutivo a “tempo”.

La teoria dei due “pesi” e delle due “misure” resta di difficile eradicazione. Che sia solo una nostra sensazione? Non lo pensiamo. Col meccanismo di questa Legge elettorale, gli “sconfitti” non avranno un loro “ruolo”di controllo. Lo scriviamo, anche se sarà il Popolo italiano a sostenere la “penitenza” di un sistema elettorale che, da subito, s’è rivelato macchinoso negli uomini e nei programmi.

Giorgio Brignola

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