Parlamentari

Così come la vediamo

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In una Penisola dove i sacrifici sono diventati norma, i “vantaggi” economici parlamentari dovrebbero finire. Il Potere Legislativo potrebbe affrontare, con un’ottica assai diversa, i problemi del Bel Paese. Ne va anche dell’attendibilità di Nazione in ambito UE e nel mondo. Con questo intento, intendiamo porre la nostra attenzione e suggerire, conseguentemente, alcune attente valutazioni.

Sul piano economico, tanto per cominciare, in una Penisola con mancanze generali, anche i nostri parlamentari, al momento d’accettazione dell’incarico, dovrebbero essere assimilati a funzionari dello Stato. Chi ha l’onore d’essere eletto a rappresentare il Popolo italiano, lo dovrebbe fare non solo con saggezza, ma anche in economia.

Il periodo delle “vacche grasse” è finito e non tornerà più. L’economia dovrebbe, in primo luogo, essere presente proprio là, dove si prendono in esame e si approvano i sacrifici destinati al Popolo italiano.

Sarebbe opportuno non confondere le carte in tavola. Chi ritiene d’avere le capacità per un ruolo di Rappresentante del Popolo italiano, e si andrà a candidare, è invitato a riflettere su questi principi. Per scriverla franca, i “privilegi”, che sono duri a morire, domani non dovrebbero esserci più.

Quindi, a ognuno l’essenziale per svolgere il suo mandato; stabilito da un disciplinare accettato al momento della nomina a parlamentare. La Democrazia non si vende e non si compra. Queste nostre riflessioni dovrebbero servire per frenare altri sacrifici a chi ha già dato. Anche troppo. Ogni futura modifica del nostro sistema parlamentare dovrebbe essere condizionata da una reale austerità anche per chi accetterà di farne parte. Lasciamo ai lettori ogni altra possibile valutazione.

Giorgio Brignola

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