La strada

Primo piano

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La “strada” rappresenta un percorso che dovrebbe portare a una “meta”. Diverso significato ha il termine se si ribalta sul fronte della politica nazionale. Ma la “strada” sembra non essere quella per raggiungere un obiettivo comune.

In questi anni, l’Italia ha subito mutamenti nella rappresentatività a tutti i livelli di potere. La “strada” italiana continua tra i limiti di una crisi socio/politica che la rende inadeguatamente percorribile. Se è vero che non ci sembrerebbero, al momento, altre scelte per modificarne il tracciato, è anche palese che da questo percorso, perennemente in salita, non se ne esce senza un progetto programmato.

 Nessuno, anche il più ottimista, è in grado di ipotizzare differenti percorsi. I Partiti, col Nuovo Millennio, hanno cambiato pelle e, per conseguenza, anche i loro “ideali” che fecero propri nel secolo scorso. Il Parlamento, culla della Democrazia, resta un mercato. Le concretezze rimangono sempre marginali e le “grida” soffocano chi, forse, potrebbe ancora avere qualche buon principio da proporre.

 Il raziocinio dei numeri non corrisponde più a un’univocità d’obiettivi. Insomma, se l’”Opposizione” s’è dequalificata, la “Maggioranza” è sulla stessa strada. La Penisola è sempre più in balia d’eventi esterni che, però, condizionano quelli interni. Ne risulta una realtà modificata nella quale non è facile, sotto il profilo dell’obiettività, distinguere il percorso principale da quelli secondari. La crisi politica è alle porte.

 Guidare un Paese, scosso da tante incertezze, è deprimente. La nostra Costituzione è entrata in vigore il 1° gennaio del 1948. Ora, dopo settantuno anni di vita, dovrebbe essere adeguata ai tempi. Per ora, preferiamo sospendere la nostra meditazione; anche perché la ”strada” da seguire potrebbe mutare ancora. Non vorremmo “perderci”.

Giorgio Brignola

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