Shaurli a Marcinelle in rappresentanza del Consiglio regionale

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TRIESTE –  “Servì una strage, più di
duecento morti nel ventre della terra, per risvegliare le
coscienze, per accorgersi delle condizioni di lavoro, sicurezza,
accoglienza in cui vivevano migliaia di italiani e immigrati di
altre nazionalità in Belgio. Tra loro c’erano anche i migranti
dalla nostra regione, sette friulani”. 

Lo ha detto a Marcinelle, in Belgio, il consigliere regionale
Cristiano Shaurli partecipando, in rappresentanza del Consiglio
regionale del Friuli Venezia Giulia, alla 63esima cerimonia di
commemorazione della tragedia in cui persero la vita 262
minatori, dei quali 136 italiani, tra questi appunto 7 friulani.
La cerimonia si è svolta presso il sito Unesco del Bois du Cazier.

“Sono passati diversi anni – ha ricordato Shaurli -, molti sono
tornati, altri hanno costruito qui il futuro delle loro famiglie,
il Belgio ha avuto un premier di origine abruzzese (la maggior
parte dei morti a Marcinelle veniva da quella regione). Nessuno
ci chiama più ‘macaronì’ e anzi insieme abbiamo costruito
l’Europa.

La cerimonia di Marcinelle

“Oggi essere qui – ha sottolineato Shaurli – è per me fortuna e
orgoglio. Sono qui per commemorare certo, ma anche per poter
guardare tra le rughe sul volto di quei minatori, dove vedi
ancora il dolore per i propri compagni perduti. Dove vive ancora
la sofferenza e il sacrificio dell’emigrazione, di tutto quel
lavoro che ha permesso anche alla nostra regione di diventare ciò
che è oggi.

“Negli occhi di chi è rimasto si legge la storia dell’Italia e
dell’Europa, delle tragedie che dovremmo imparare a non ripetere.
Da esempi come questi – conclude – dobbiamo impegnarci a
costruire il futuro comune”.
 

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