Su carta identità elettronica troppi rimandi da questo Governo

cronaca

La Senatrice replica al sottosegretario Picchi in merito alla sua interrogazione in Commissione Esteri

ROMA – “La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e la conseguente emissione della carta di identità elettronica per gli italiani residenti all’estero doveva avvenire di pari passo rispetto alla diffusione sul territorio nazionale. Lo avevamo stabilito con il nostro Governo di centro sinistra Pd, nel 2015, avviando l’importante opera di digitalizzazione della pubblica amministrazione”. È quanto ha dichiarato la Senatrice Pd Laura Garavini, intervenendo in Commissione Esteri in replica al Sottosegretario Picchi, sulla sua interrogazione sulla carta di identità elettronica.

“Attraverso l’Agenzia Digitale e un apposito decreto (78/2015) avevamo infatti previsto che anche la rete consolare estera partecipasse, di pari passo al nazionale, a questo importante processo di modernizzazione e di smaterializzazione dei servizi. Proprio per l’urgenza che i connazionali residenti oltre confine hanno di poter usufruire di un documento elettronico, dal momento che diversi Stati esteri non accettano più documenti cartacei”.

“Ma l’attuale Governo sta totalmente dilungando i tempi per gli italiani all’estero. E non è chiaro quando si potrà ottenere il risultato. Mentre in Italia ormai la quasi totalità di Comuni italiani è in grado di rilasciare la carta d’identità elettronica, all’estero non abbiamo neanche una dead line certa, a partire dalla quale possiamo essere sicuri di avere la carta elettronica”.

“La cosa è ancora più preoccupante dal momento che molte sedi consolari non sono munite dei computer e degli applicativi idonei a dotarsi della carta di identità elettronica in tempi celeri. Come pure non dispongono del personale competente ed in misura sufficiente per fare fronte alla situazione. È necessario che l’attuale Governo metta l’Amministrazione nelle condizioni di operare, garantendo anche agli italiani all’estero l’esercizio di fondamentali diritti”.


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