Le scuse dei politici

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Il contratto di governo Di Maio/Salvini non assicurerà non garantirà nulla per il Paese. A tutt’oggi, la discussione politica resta di facciata. L’importante è che sia ridimensionato, in modo definitivo, questo sistema politico che non soddisfa nessuno.

I politici dovrebbero assumersi più specifiche responsabilità. Anche nei confronti dei milioni d’elettori italiani all’estero. Con una premessa: chi vive oltre confine ha da ragionare con i propri mezzi ed evitare, nei limiti della logica, di fare riferimento primario ai partiti nazionali. Formazioni che hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, la loro inabilità.

Ci sembra sempre più insostenibile una Ripartizione Estero nella quale fanno capo uomini che, poi, se eletti, andranno solo a fare numero nei partiti nazionali già in essere in Patria.

Le problematiche degli italiani all’estero, per evidenti ragioni, sono differenti da quelle dei residenti nel Bel Paese. Quindi, se esistesse un partito degli italiani all’estero, ci sarebbe maggiore chiarezza al momento del voto. Anche tenuto conto che chi vive oltre frontiera ha ottiche assai diverse da chi vive nel Bel Paese. Se non altro, si andrebbero a eliminare posizioni parlamentari che, in concreto, hanno dimostrato di contare sempre poco. L’epoca delle caste, poteva anche avere un senso, che non abbiamo mai condiviso. Oggi, però, è finita.

Ci sono diverse priorità da mettere in campo che chi scrive non ha mai sottovalutato. Le scuse ufficiali dei politici non soddisfano più. Il Paese ha bisogno di concretezze.

Giorgio Brignola