Abruzzo. Marsilio e’ il nuovo governatore. Crolla il M5S

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L’Abruzzo va al centrodestra ed elegge Marco Marsilio alla presidenza della regione: netto il risultato, affluenza pero’ in forte calo al 53,12%. Marsilio raccoglie più del 49% dei consensi. Il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini tiene con oltre il 31%. Il M5S crolla al terzo con il 19,1% dei voti. Affluenza in calo al 53,12%.

La vittoria di Marco Marsilio alle elezioni regionali in Abruzzo segna il rilancio della coalizione di centrodestra. In netto calo il Movimento 5 stelle. Un risultato che Giorgia Meloni, presidente di FdI, commenta così: “Una giornata storica – dice – gli elettori hanno premiato la competenza e la coerenza, che abbiamo saputo dimostrare in questi anni”. Un modello, aggiunge, che puo’ “essere spendibile anche a livello nazionale”.

Matteo Salvini sottolinea la “vittoria clamorosa”. La Lega in Abruzzo ha raddoppiato i consensi ed e’ ora 27,45%, ma il vice premier assicura: “Non cambia nulla a livello di governo. Avanti con il lavoro. Abbiamo tanti impegni da mantenere”.

“E’ un voto abruzzese, non credo che gli amici dei 5S debbano temere nulla. Assurdo che ci sia chi festeggia di non governare piu’. Poi se uno si accontenta di perdere, va bene cosi’. Sono felice che il Pd festeggi le sconfitte”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in una conferenza stampa alla Camera. “Dai dati dei Comuni si vede che un pezzo del voto di sinistra e’ arrivato a noi: operai, insegnanti, lavoratori”. “Al governo non cambia niente, nessun cambio, nessun rimpasto, il lavoro continua”, conclude.

Silvio Berlusconi guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti elettorali, anche se FI, che ha ottenuto il 9,1% delle preferenze, e’ l’unico partito della coalizione che cala rispetto alle politiche del 4 marzo. “Da oggi – afferma il leader azzurro – comincia la sfida di Forza Italia e del centro-destra per la Sardegna, per la Basilicata, per il Piemonte e infine per le elezioni europee di maggio decisive per il futuro dell’Europa e dell’Italia. Sono sicuro che il centro-destra unito avra’ successo in tutte queste importanti elezioni”. Non la pensa così Giovanni Toti, governatore della Liguria: “La Lega vola, Fratelli d’Italia cresce, cresce persino l’Udc, Forza Italia perde circa altri 5 punti dalle elezioni di un anno fa. Ma guai a chi dice qualcosa. La decrescita felice non e’ piu’ programma del 5s, e’ il programma della nostra classe dirigente”, sottolinea.

“Eccolo puntuale per scoraggiare e non costruire. Forse l’amico Toti ha dimenticato che il suo partito e’ impegnato in un’altra campagna elettorale per le regionali, visto che il 24 febbraio si votera’ in Sardegna. Non si puo’ continuare a sparare nel mucchio senza avanzare uno straccio di proposta concreta”. Cosi’ Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. “E’ troppo facile – aggiunge – dipingere un partito arroccato e una classe dirigente (di cui peraltro lui fa parte a pieno titolo) autoreferenziale: e’ un film che abbiamo gia’ visto. I problemi ovviamente ci sono, ma la soluzione non puo’ essere soltanto fare da reggicoda al governo Di Maio-Salvini, un governo che e’ contro lo sviluppo, le infrastrutture e le imprese. Se vuole davvero dare una mano – prosegue Gelmini -, lo aspettiamo: c’e’ chi propone di iniziare una mobilitazione contro i provvedimenti sbagliati di questo governo, andando fuori dal Parlamento”.

“Io, piu’ che attaccata alla poltrona, vorrei stare un po’ attaccata ai nostri banchetti e gazebo, per raccogliere le firme contro il reddito di cittadinanza, le chiusure domenicali, a favore della Tav. Saremo nelle piazze con i nostri amministratori locali, consiglieri, sindaci e militanti per proporre l’Italia che vogliamo. Se non ha troppi impegni – conclude l’esponente azzurra – potrebbe venire a darci una mano sotto la bandiera di Forza Italia?”.