Gli Istituti Italiani di Cultura

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Gli 83 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo sono un luogo di incontro e di dialogo per intellettuali e artisti, per gli italiani all’estero e per chiunque voglia coltivare un rapporto con il nostro Paese.
Promuovono all’estero l’immagine dell’Italia e la sua cultura, classica ma anche e soprattutto contemporanea.

Come funzionano e a cosa servono i centri culturali presenti in più di 50 paesi del mondo, che dovrebbero diffondere la cultura e la lingua italiana

Tra le cose di cui si occupa il ministero degli Esteri c’è anche la cosiddetta ‘diplomazia culturale’, cioè il mantenimento di buoni rapporti con gli altri paesi attraverso la promozione e l’organizzazione di attività culturali e artistiche di vario genere, compresa la diffusione della lingua italiana e le conferenze sui diversi temi.

A occuparsene sono soprattutto gli Istituti Italiani di Cultura all’estero,  sono centri culturali controllati dal ministero.  Gli istituti si trovano in più di cinquanta paesi e sono un punto di ritrovo culturale per chi è interessato alla lingua, alla letteratura e all’arte italiana.

Gli Istituti Italiani di Cultura (IIC) sono 83: diciotto in America (di cui cinque negli Stati Uniti), otto in Africa, quindici in Asia, due in Australia e gli altri in Europa. Furono creati, con un regio decreto, nel 1926, sia per ragioni diplomatiche che per mantenere un legame con tanti italiani emigrati nei decenni precedenti, ma furono aperti quasi tutti dopo la Seconda guerra mondiale. Tra i primi ci furono quello di Bruxelles, aperto nel 1932, e quello di Madrid, nel 1939. Non tutti si trovano in città capitali e in alcuni paesi ce n’è più di uno: in Germania per esempio sono cinque, in Francia quattro.

Il sito del ministero degli Esteri li definisce luoghi «di incontro e di dialogo per intellettuali e artisti, per gli italiani all’estero e per chiunque voglia coltivare un rapporto con il nostro paese». Nei fatti questi enti organizzano conferenze, concerti, presentazioni di libri, spettacoli e mostre, ma anche corsi di lingua e cultura italiana.

In sintesi, gli IIC:

  • organizzano eventi di arte, musica, cinema, letteratura, teatro, danza, moda, design, fotografia e architettura;

  • gestiscono corsi di lingua e cultura italiana secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento;

  • promuovono la cultura scientifica dell’Italia;

  • gestiscono un’efficiente rete di biblioteche;

  • creano contatti tra gli operatori culturali italiani e stranieri;

  • facilitano il dialogo tra le culture fondato sui principi della democrazia.

Funzioni degli Istituti 

Gli Istituti italiani di cultura (dall’articolo 8 della legge 401/90):

stabiliscono contatti con istituzioni, enti e personalità del mondo culturale e scientifico del paese ospitante e favoriscono le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura e della realtà italiane o comunque finalizzati alla collaborazione culturale e scientifica;

forniscono la documentazione e l’informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni;

promuovono iniziative, manifestazioni culturali e mostre;

sostengono iniziative per lo sviluppo culturale delle comunità italiane all’estero, per favorire sia la loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria d’origine;

assicurano collaborazione a studiosi e studenti italiani nella loro attività di ricerca e di studio all’estero;

promuovono e favoriscono iniziative per la diffusione della lingua italiana all’estero, avvalendosi anche della collaborazione dei lettori d’italiano presso le università del paese ospitante, e delle università italiane che svolgono specifiche attività didattiche e scientifiche.

Nel perseguimento dei propri obiettivi, l’Istituto Italiano di Cultura collabora con le diverse Università, Istituzioni, organizzazioni e associazioni presenti nel Paese in cui si trova la Sede.

L’Istituto inoltre organizza e promuove, come da sue finalità, eventi culturali quali mostre, rassegne cinematografiche, concerti, conferenze, spettacoli teatrali e di danza; favorisce la partecipazione di artisti italiani ai principali momenti artistici del Paese in cui risiede; assicura la presenza di autori, editori e libri nelle Fiere internazionali del libro; promuove e sviluppa le relazioni inter-universitarie e la cooperazione dei sistemi educativi.

All’interno dei vari Istituti di Cultura ci sono solitamente libri, riviste e DVD a libera consultazione.

Modalità di reclutamento e di carriera.

Così come per la maggioranza delle cariche e delle funzioni legate al Ministero degli Affari Esteri, le modalità di accesso e i requisiti necessari per chi sia interessato a lavorare negli IIC sono disponibili, in occasione di concorsi pubblici, sul portale Concorsi MAE e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Si tratta in parte di posti omologhi a quelli della carriera diplomatica, in parte attribuiti attraverso avvisi e bandi pubblicati in Gazzetta. Responsabile degli IIC nel mondo è la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri, con sede alla Farnesina.

Negli Istituti Italiani di Cultura all’estero esistono tre figure professionali: i direttori, gli addetti e i contrattisti. I direttori e gli addetti fanno parte dell’Area della Promozione Culturale (APC) del Ministero degli Affari Esteri (MAE). In tale Area si entra solamente mediante concorso (procedura di mobilità oppure concorso pubblico). I contrattisti vengono selezionati anch’essi con procedura concorsuale, ma ciò avviene in sede, cioè nella città e nel paese dove ha sede l’Istituto.

Esiste poi la possibilità di lavorare negli IIC (assunti e pagati dal singolo IIC) come insegnante nei corsi di lingua italiana. Tale problematica è regolata dalla legge 296/98. La selezione avviene tramite concorso espletato, anche questo, in loco e prevede un contratto per un anno rinnovabile al massimo per un altro anno. Se indire o meno il concorso è questione a totale discrezione del Direttore dell’Istituto di Cultura.

Esistono infine svariate forme di collaborazione con gli IIC, occasionali o più durature, retribuite e non retribuite. In tutto ciò gli IIC hanno una notevole autonomia e il punto di riferimento è quindi il Direttore del singolo e specifico IIC.

Pertanto, due sono i modi migliori per candidarsi:

tramite concorso per entrare nell’APC o per insegnare ai sensi della legge 296/98 (entrambi i tipi di bando vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e sono reperibili anche sul sito esterno del MAE – www.esteri.it o, per l’insegnamento, sui singoli siti degli IIC).

con contatti diretti con gli IIC per ogni altra forma di collaborazione.

Sedi nel mondo

Gli Istituti Italiani di Cultura sono collocati in vari paesi del mondo, assicurando così una capillarità di punti di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura italiane. Attualmente sono attivi 84 Istituti.