Il “Made in Italy” alla sfida dell’economia digitale

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Dalle Camere di Commercio un patrimonio di dati e strumenti per conoscere da vicino i campioni del  “brand” che fa invidia al mondo.

Una conversazione con Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere.

D.Qualcuno ha detto che, se fosse un brand, probabilmente il Made in Italy sarebbe tra i primi al mondo, al pari di colossi come Coca-Cola, Visa o Apple, maestri riconosciuti nell’uso della comunicazione e del digitale. Quanto c’è di vero?
Il valore dei prodotti del Made in Italy è un asset enorme e indiscutibile. Purtroppo il suo potenziale è frenato perché a produrre questi prodotti sono spesso piccole o piccolissime aziende e perché è fortemente danneggiato dal fenomeno della contraffazione. Il coinvolgimento delle PMI nell’economia digitale è una grande opportunità da cogliere per contrastare entrambe i problemi e per questo istituzioni come le Camere di commercio e InfoCamere si sono attivate a loro sostegno.

D.Ci può fare degli esempi concreti di queste iniziative?
La più importante e forse la più ovvia è quella di far parlare a queste imprese il linguaggio del business globale. Da alcuni anni, InfoCamere ha tradotto il Registro delle imprese italiano in inglese, aprendolo potenzialmente a tutto il mondo. Informazioni con valore legale, e quindi affidabili, su 6 milioni di imprese – inclusi i loro bilanci e i nomi di chi le rappresenta – che le camere di commercio mettono a disposizione di tutti attraverso internet e che vengono consultate ogni giorno da milioni di operatori in Italia e all’estero.

D.Come si può accedere a queste informazioni e che costi hanno?
I nuovi certificati e visure in lingua inglese possono essere richiesti online sul portale registroimprese.it con un costo che varia tra i 3 e i 5 euro di soli diritti di segreteria a seconda del tipo di impresa. A tutela degli operatori, ogni documento riporta un “QR Code” grazie al quale chiunque può verificare, direttamente anche dal suo smartphone, che quello che sta leggendo è proprio lo stesso documento archiviato dal Registro delle imprese.

D.Negli ultimi anni, secondo Google, le ricerche su internet di prodotti legati al Made in Italy hanno conosciuto una crescita importante in molti mercati pregiati. Che ruolo può avere il registro delle imprese per sostenere questa domanda?
Un ruolo importante perché la fiducia è il requisito indispensabile per concludere un affare e si basa sulla conoscenza del nostro interlocutore. Poter consultare in tempo reale, già in inglese, i documenti ufficiali su tutte le imprese italiane è uno strumento prezioso nelle mani degli operatori di altri paesi per sapere con chi si ha a che fare e correre meno rischi di imbattersi in prodotti contraffatti che di italiano hanno solo il nome. Le imprese italiane stanno diventando più consapevoli delle potenzialità del digitale per far crescere il proprio business. Oggi, ad esempio, sono oltre 170mila quelli che hanno aperto il cassetto digitale dell’imprenditore www.impresa.italia.it, uno strumento ormai indispensabile per avere a portata di smartphone tutti i dati e i documenti ufficiali della propria azienda, sempre e ovunque nel mondo.