I tour operator brasiliani ammaliati dalla Puglia

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Alla scoperta anche delle radici dei loro antenati tra il Salento e la Murgia

Giovanni Mercadante

                                                              Gruppo di turisti brasiliani in visita ad Alberobello

Il Salento sempre più grande attrattore turistico in Puglia. Anche dal lontano Brasile, famoso per le sue spiagge dorate, sono giunti turisti che sono rimasti affascinati dai nostri luoghi pieni di storia e di tradizioni enogastronomiche. Ormai il Salento la Murgia sono  il biglietto da visita per la nostra regione. I mesi di settembre e di ottobre sono stati per i Tour operator brasiliani due periodi interessanti per gettare le basi per la prossima stagione estiva.

I turisti brasiliani hanno mostrato molto interesse per il nostro bel paese, questo grazie all’associazione Alter Salento capitanati dal presidente Giosuè Gilberto Di Molfetta, che da ben 20 anni promuove il territorio.

“Il nostro obiettivo è portare molti turisti in Italia e nelle nostre aziende di produzione enogastronomica. Puntiamo sul turismo a livello mondiale” – afferma in un’ intervista il presidente Di Molfetta .                               

“Abbiamo dato vita al primo tour brasiliano nella nostra meravigliosa area geografica  diversi operatori turistici hanno visitato ed apprezzato le arti del territorio e l’ enogastronomia vivendola a stretto contatto con i produttori con le loro storie e tradizioni portando con sé una parte del mediterraneo. – continua il presidente Di Molfetta – “Vogliamo sensibilizzare tutti i comuni per dare risalto alle proprie peculiarità storiche turistiche enogastronomiche attraverso la stampa prossima di un breviario che le descriva e possa essere presentato come “biglietto da visita” ai paesi del Sudamerica, le cui affinità storiche ne legano radici profonde derivanti dalla madre lingua latina e dalla profonda sensibilità comune all’ospitalità e familiarità .

Siamo per questo certi che avremo risposte dal turismo esperienziale internazionale, questo è il nuovo modo di comunicare le nostre arti con successo, conclude Giosué G. Di Molfetta.