Dalle promesse ai fatti?

Primo piano

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In un’Italia che ansima per mancanza del necessario, dove sono aumentati gli sfratti per morosità e le inadempienze contrattuali, i meno “abbienti” sperano di poter far conto sulle assicurazioni governative di “frenata” sul costo della vita. Si penserà: meglio così che peggio. Può darsi; eppure i nostri dubbi economici ci accompagnano tuttora.

 Se, poi, c’è anche un canone di locazione da pagare (il 21% delle famiglie italiane vive in affitto), allora i conti continueranno a non quadrare. In economia spicciola, senza confondere il suo versante politico, quello che serve è il controllo dei prezzi dei generi più comuni al consumo. Insomma, ogni eventuale contenimento fiscale potrebbe essere neutralizzato da un equivalente aumento dei prezzi dei generi d’uso comune. Vedremo come si applicherà, in pratica, il Contratto di Governo Di Maio/Salvini.

Per rimettere in moto l’economia di base la ricetta è sempre la stessa: controllo dei costi dalla produzione al consumo. Con un minor carico fiscale tra i vari passaggi. Non c’è altra via per dare un poco d’ossigeno al portafogli degli italiani. Dato che la “calmierazione” non troverebbe nessun consenso politico (chissà perché?), non resta che la verifica dei prezzi sui mercati. Con la sola politica, pur se “illuminata”, non è facile frenare il costo della vita. Sotto questo profilo, non c’è un Nord, un Centro e un Sud. C’è l’Italia. Punto e basta. Se L’attuale Governo terrà conto di questa regoletta, allora scrivere di “progetto” economico migliorativo avrebbe, forse, un senso definito.

 Insomma, dopo un’estate “rovente”, vedremo se la Penisola potrà recuperare, ma non solo con le “promesse”, un profilo socialmente migliore. Certo è che proseguire dalle”promesse” ai “fatti” potrebbe non bastare una stagione. Le illusioni politiche sono già tramontate e la confusione non conforta sensazioni migliori.

Giorgio Brignola