Marcinelle e la lezione politica e morale di Mirko Tremaglia  

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Marcinelle, una tragedia italiana

Di Giulio Terzi *

Nel ricorda la giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, istituita dal Presidente della Repubblica nel 2001 per celebrare, ricordare e onorare i tanti lavoratori italiani, e il contributo economico, sociale e culturale delle loro opere: una giornata fortemente voluta da Mirko Tremaglia, indimenticabile e grande Ministro degli Italiani nel Mondo.

Ogni anno tutti gli Italiani, in qualsiasi parte del mondo si trovino, sono così chiamati a commemorare la tragedia di Marcinelle avvenuta l’8 agosto del 1956 nella miniera del “Bois du Cazier” in Belgio: quel giorno, un devastante incendio causò la morte di 262 minatori, di cui ben 136 italiani.

La tragedia di Marcinelle è assurta a simbolo del sacrificio e delle difficoltà affrontate da decine di milioni di nostri emigrati: spesso con l’eroismo quotidiano di milioni di uomini e donne umili, ma estremamente determinati nel sostenere le loro famiglie e il loro paese, e allo stesso tempo desiderosi di inserirsi nei mondi nei quali arrivavano, per contribuire al progresso delle loro nuove Patrie.

Dopo 61 anni da quella tragedia, il senso della memoria per i Caduti dell’Emigrazione Italiana acquista ulteriori e ancor più grandi significati: Marcinelle, come tante altre vicende drammatiche e ancora non rimarginate per la storia della nostra emigrazione, a partire dai linciaggi di New Orleans e delle Camargues, sino agli orrori giudiziari dettati da pregiudizi contro nostri connazionali, come nel caso di Sacco e Vanzetti, arrestatati e giustiziati sulla sedia elettrica per un crimine non commesso, devono essere di monito al Paese e al Governo.

Non solo perché è sempre doveroso onorare la memoria degli emigranti italiani sospinti dalla ricerca di un futuro migliore per loro stessi e per le proprie famiglie, ma soprattutto perché la storia della nostra emigrazione, ricca di straordinari successi e intrisa al tempo stesso di dolore e di lacrime, entra come elemento fondante e costitutivo della nostra identità nazionale.

Viviamo invece un periodo storico in cui gli italiani all’estero – una magnifica comunità di più di 4 milioni di persone! – sono stati degni di attenzione solo quando il loro voto sembrava determinante per questa o quell’altra tornata elettorale, dimenticando – ad esempio – che nel mondo vi sono circa 300.000 persone di origine italiana che, a causa della lentezza burocratica, sono in attesa di regolarizzare la loro cittadinanza.

Ecco perché la diffusione della lingua italiana, e l’affermazione del nostro paese come protagonista assoluto nella cultura, nell’arte, nell’architettura, nella scienza, e nella tradizione classica, devono consolidarsi come una realtà di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi, dentro e fuori dai nostri confini: solo così potremo finalmente riveder sventolare il nostro stupendo tricolore con tutta la dovuta fierezza.

*Ambasciatore ed ex Ministro degli Affari Esteri

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