“La più bella del mondo”

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Perché amare la lingua italiana”: Stefano Jossa all’IIC di Londra

LONDRA – “La più bella del mondo. perché amare la lingua italiana” è il titolo del libro che Stefano Jossa presenterà lunedì prossimo, 8 ottobre, dalle 19.00 all’Istituto Italiano di Cultura di Londra. 
Con lui Claudia Durastanti, Enrico Franceschini e il direttore dell’IIC, Marco Delogu. 
Da secoli è per tutti la lingua dell’amore. Suona piú come un clavicembalo che come una chitarra rock, e questo la rende uno strumento delicato da maneggiare. Ma al di là di ogni stereotipo, la lingua italiana è semplicemente meravigliosa. 
Che cosa la rende tanto speciale?
In un viaggio appassionato attraverso i suoi usi e la sua storia, tra un pranzo con Dante e un’incursione sul palco di Sanremo con Leopardi, Stefano Jossa svela nel suo libro tutta la bellezza dell’italiano. 
Una lingua d’invenzione, creata a tavolino dai letterati nel corso dei secoli e diventata nazionale prima ancora che esistesse la nazione. Può essere notarile, burocratica, aulica, ma anche finalizzata alla creatività, al gioco verbale. 
Una lingua da amare per la quantità di metafore che affolla il linguaggio quotidiano senza che ce ne accorgiamo, per la stratificazione di significati che ci permette di leggere il mondo, per la straordinaria ricchezza delle sue rime, introdotte dai poeti dello stilnovo e rivitalizzate oggi dalla musica rap. E se temiamo di restare schiacciati dal peso della tradizione, ci basterà ricordare che senza memoria, senza varietà, senza alterità, le lingue si impoveriscono. La nostra sarà tanto piú bella quanto piú aprirà i suoi confini anziché restringerli.
Stefano Jossa è docente d’italiano alla Royal Holloway University di Londra. 
Ha pubblicato molti scritti sul Rinascimento italiano e sull’identità nazionale italiana espressa attraverso la letteratura. È stato Visiting Professor presso il Politecnico di Zurigo e l’Università di Parma nel 2017, e l’Università di Roma 3 nel 2018. È l’autore di “L’Italia letteraria” (Il Mulino, 2006) e “L’Italia da Jacopo Ortis a Montalbano” (Laterza, 2013). 
Di recente è stato editor e autore, assieme a Claudia Boscolo, di “Scritture di resistenza. Sguardi politici dalla narrativa italiana contemporanea” (Carocci, 2014).
Enrico Franceschini è il corrispondente da Londra del quotidiano “La Repubblica”, per cui ha lavorato in precedenza da New York, Washington, Mosca e Gerusalemme. Per i suoi reportage della Russia post-sovietica ha vinto il premio Europeo di Giornalismo nel 1994. È autore di numerosi saggi e romanzi, tra cui “Voglio l’America” (2009), “Londra Babilonia” (2011) e “Scoop” (2017).
Claudia Durastanti è nata a New York da genitori italiani. Vive a Londra. Ha scritto di musica e libri per “Il Mucchio” e “IL magazine”, attualmente collabora con Pixarthinking e La Repubblica. Il suo ultimo romanzo – “Cleopatra va in prigione”, accolto con entusiasmo dalla critica italiana – racconta di un personaggio femminile “periferico” che si muove in una Roma inedita, lontana dai luoghi comuni del cinema e del turismo di massa.