Tanti per poco

Cultura

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Il numero dei Connazionali all’estero, (primo quadrimestre 2018), suddiviso nelle quattro Ripartizioni della Circoscrizione Elettorale di pertinenza, ci consente uno spunto per una riflessione correlata alla funzione politica di questa fitta umanità oltre frontiera nella vita d’Italia.

 Ciò premesso, i cittadini italiani in Europa sono 2.307.683. In America Meridionale 1.283.078. In America Settentrionale e Centrale 388.004 e 229.312 sono gli italiani presenti in Africa, Asia ed Oceania. Per un totale di ben 4.208.977 Connazionali oltre confine (dati in aggiornamento).

Per comodità, li chiameremo, più genericamente, italiani all’estero. Una maggioranza, di prima, seconda, terza e quarta Generazione con una rappresentatività parlamentare ai sensi della Legge 459/2001.

La normativa in questione prevede il voto politico per Candidati al Parlamento italiano residenti all’estero. Lo spirito di questo disposto è sempre meglio di niente. Ma, dopo anni dal varo della normativa in questione, i controsensi si sono fatti palesi. Quello che non appare generoso è che i Candidati debbano appartenere, necessariamente, a partiti già in essere in Italia. Ci chiediamo come mai i Connazionali oltre frontiera non abbiano potuto attivare un loro Partito che li rappresenti, nel modo previsto dall’attuale normativa, ma nato all’estero..

 Una riflessione che meriterebbe un’articolata considerazione. Al presente, attendiamo un segnale che ci faccia capire se vivere oltre frontiera possa anche avere una peculiarità politica nella vita nazionale. Per tentare di dare corpo a una rappresentatività meno condizionata dalle troppe, prese di posizioni interne che si sono rivelate, sino ad ora, inconcludenti per i milioni d’elettori italiani nel mondo e con parecchie riserve per i residenti.

Giorgio Brignola

redazione@progetto-radici.it