Regresso

Primo piano

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Il Capo del Governo è più silente che presente. Ci pensa il “vice”Di Maio a farsi sentire. I Ministri non fanno parte di un vivaio di provata esperienza. Sono elementi, per lo più, sconosciuti alla maggioranza dei cittadini impegnati nell’affrontare la vita del quotidiano.

I partiti, causa dei molti mali di casa nostra, non si sono ridimensionati; anzi sono aumentati nel numero tramite la frantumazione di quelle formazioni politiche con le quali avevamo salutato il XXI Secolo e il Nuovo Millennio. Il trasformismo, per questioni logistiche, è tornato alla ribalta e visi “noti” si sono presi l’onere di fondare partiti “nuovi”. Nuovi, ma non nei programmi che, spesso, si riducono al “motto” di presentazione dei loro Leaders.

Fuori Palazzo, c’è una Penisola che soffre l’incertezza del futuro. Chi ci rappresenta non è nelle condizioni d’offrire di più di quanto può, effettivamente, dare. I provvedimenti finanziari per il prossimo anno potrebbero non garantire una sicura stabilità economica. Finite le risorse, i problemi si ripresenteranno; ma dietro ci sarà solo terra bruciata.

Il rapporto Deficit/Pil è ancora in segno positivo. Però le terapie d’urto, ma già lo avevamo scritto, servono solo per tempi brevi. In tutti gli altri casi, come quello che stiamo vivendo, non ci sono le premesse per avere di meglio.

Negli anni ’90, in piena Prima Repubblica, la situazione che s’individuava era simile all’attuale. Deterioramento e fondi occulti avevano inquinato la politica d’allora. Adesso la storia, che è maestra di vita, sembra bissare. I cambiamenti politici, che non saranno gli ultimi, potrebbero essere solo la parte più evidente di una situazione assai più multiforme. Non è più possibile mantenere certi atteggiamenti che potrebbero condizionare il nostro futuro. Sempre che la regressione non sia una sorta di pulizia, anche morale, che dovrebbe consentire la sopravvivenza della parte migliore del Paese. Almeno, ce lo auguriamo.

Giorgio Brignola