Tutti pro migranti, nessuno pronto ad accoglierli ma…

Primo piano

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 Di Giusy Criscuolo

Sono tutti bravi ad additare, fare i buonisti, spendere parole di disprezzo, ma quando si tratta di prendere delle decisioni e cooperare per migliorare la vita di rischia la morte in un viaggio senza ritorno o per difendere i diritti di chi già abita in territorio europeo, la risposta fino ad oggi è sempre stata un bel 2 di picche.

Dopo l’illusione regalata all’Italia dal Consiglio Europeo il 28 giugno scorso, sulla questione migranti, si apre uno spiraglio di luce grazie all’incontro trilaterale di Innsbruck tra il nostro ministro degli Interni Matteo Salvini e i sui omologhi, il tedesco Horst Seehofer e l’austriaco Herbert Kickl. Nasce così “la cooperazione dei volenterosi”.

Secondo il ministro austriaco dell’Interno Kickl, negli ultimi anni l’Ue ha impiegato troppo tempo nel trovare una risoluzione sulla questione della distribuzione dei rifugiati e sulla riforma di Dublino. L’Europa si è così infilata in “un vicolo cieco”, ha dichiarato.

Il ministro degli Interni tedesco Seehofer si è detto fiducioso “Più europei riusciranno a gestire il problema migranti, soprattutto alle frontiere esterne, meno misure nazionali saranno necessarie”.

Salvini facendosi, anche portavoce del Presidente del Consiglio Conte, ha sottolineato che:” Meno partenze ci saranno dalla Libia più diminuirà il numero degli arrivi nell’Ue”, sostenendo l’importanza di cooperare con la stessa Libia dando a Tripoli il diritto ai rimpatri e la ridistribuzione delle quote degli arrivi.

Lasciando trapelare un leggero ottimismo il ministro si lascia andare ad una dichiarazione significativa: “Penso che finalmente in Europa si sia cominciato a lavorare seriamente sulla materia delle migrazioni… contiamo che l’Italia sia sostenuta nell’accoglienza, nella gestione degli arrivi e dei rimpatri… contiamo che finalmente l’Europa torni a difendere i confini e il diritto alla sicurezza dei 500 milioni di europei”.

I temi trattati nell’incontro informale ad Innsbruck, hanno visto come protagonisti: l’accresciuta protezione delle frontiere esterne dell’UE, l’intensificazione della lotta contro i contrabbandieri e un più efficiente lavoro di rimpatrio per i migranti non in regola. Il “buon senso della comunità” è stato il protagonista dell’incontro trilaterale tra Vienna, Berlino e Roma. Vi è dunque un progetto che prevede la creazione di piattaforme di sbarco e di centri di rifugiati al di fuori dell’Ue.

Secondo quanto emerso dal trilaterale, l’Europa si impegnerà a studiare un progetto pilota, individuando, in Nord Africa, uno stato dove farlo partire.

Anche il commissario europeo per l’Ambiente Dimitris Avramopoulos è stato soddisfatto dall’incontro, annunciando una rapida proposta da parte della Commissione Europea per espandere l’agenzia di frontiera dell’Ue Frontex.  La capacità e il mandato di Frontex verrebbero rafforzati. “Proporremo una polizia di frontiera europea” ha detto Avramopoulos. Le conclusioni mostrano un’Ue che intende cooperare con gli Stati dell’Africa settentrionale con l’UNHCR e con l’organizzazione per la migrazione IOM, dove tutti i piani terrebbero conto della Convenzione di Ginevra sui rifugiati, del diritto dell’Ue e degli standard internazionali.

Naturalmente, l’accresciuta attenzione per la protezione delle frontiere esterne non è stata ben accolta da tutti i partecipanti. “Sono angustiato per un’Europa che si basa solo su frontiere esterne”, dichiara il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn, nonché responsabile per le migrazioni. L’Europa deve anche mostrare solidarietà e ricevere persone vulnerabili. La proposta per la creazione di centri di rimpatrio è stata aspramente criticato da Asselborn. 

L’incontro si è chiuso con il rinvio al 19 luglio prossimo a Vienna, dove si metteranno a punto le misure per contrastare l’immigrazione clandestina.