“Magna Grecia il mito delle origini”

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E’ di pochi giorni fa la notizia, resa pubblica dal Comune di Senise (PZ)  attraverso un comunicato stampa,  che lo spettacolo “Magna Grecia il mito delle origini” ideato da Emir Kusturika (regista di levatura internazionale, negli anni vincitore di premi al Festival di Cannes, al Festival del Cinema di Venezia, al Berlin International Film Festival) non andrà in scena nell’estate 2018 dopo aver vissuto le due stagioni 2016 e 2017.
Il fatto è molto grave, considerato l’investimento di denaro pubblico per la realizzazione non solo dell’Arena Sinni (una delle tre strutture uniche al mondo con un bacino d’acqua interno concepite da Franco Dragone: le altre sono una a Dubai una a Macao e funzionano benissimo), ma anche dello spettacolo Magna Grecia il mito delle origini: anzi, c’è da specificare che lo spettacolo e l’arena sono stati realizzati l’uno in funzione dell’altro e sono inscindibili fra loro, in quanto frutto di un unico iter progettuale, di un’unica idea artistica. Chi ha visto lo spettacolo sa di cosa si parla: di un format di grande qualità che fonde teatro, danza, cinema connettendoli strettamente con la struttura costituita da un bacino d’acqua, schermi led, schermi d’acqua, effetti speciali, laser e attrezzature tecniche di ultimissima generazione.

Mentre gli altri attrattori e eventi  estivi della Basilicata sono già pronti con i propri programmi e con la relativa comunicazione e promozione, il Comune di Senise in data 13 giugno e a 8 giorni dall’inizio dell’estate afferma che “l’Arena Sinni  potrebbe riaprire nel mese di agosto non con Magna Grecia ma con una serie di iniziative gestite dal comune stesso”. 
A parte  chiedersi come si possa riuscire a gestire in maniera adeguata uno spazio così complesso (che finora era stato gestito da una società competente in materia di spettacolo) e a parte immaginare la difficoltà di attuazione di una adeguata promozione e comunicazione al fine di attirare pubblico a questi eventuali eventi, ci si chiede come sia possibile che lo spettacolo Magna Grecia non vada in scena per la sua terza edizione. Tale spettacolo in due edizioni e circa 50 repliche ha realizzato 20000 spettatori paganti provenienti da tutta Italia: risultato che si può considerare ampiamente soddisfacente, viste la condizione di scarso turismo in cui verte la Basilicata e visto che trattasi di un progetto culturale nuovo che necessita di tempo per crescere e per farsi conoscere.

I 150 lavoratori lucani (figuranti, danzatori professionisti che hanno lasciato per qualche mese i propri impegni in compagnie nazionali e internazionali per poter lavorare nella propria terra, i tecnici, gli attrezzisti, i maestri collaboratori, i direttori di scena, il personale di biglietteria, di sicurezza, dei settori della promozione e comunicazione ecc ecc) , che in questi due anni hanno lavorato con grande determinazione allo spettacolo e si sono impegnati da molti fronti alla sua crescita e al suo sviluppo (oltre che alla propria crescita professionale, artistica, sociale), hanno saputo da un comunicato stampa che quest’anno saranno disoccupati (e, per quanto si trattasse di lavoro stagionale, affermano che  comunque  meglio quello che rimanere a casa a non fare nulla).
Tali lavoratori, insieme a circa 2000 persone che hanno firmato una petizione per una gestione a cura di professionisti e associazioni locali, hanno deciso di alzare la testa, costituendo un comitato e chiedendo alle istituzioni chiarimenti in merito: non ci stanno ad essere disoccupati per decisioni prese arbitrariamente da altri (pare che qualcuno dei piani alti abbia asserito che lo spettacolo non fosse di suo gradimento…con quali competenze? E poi basta leggere i commenti su Tripadvisor per capire che alla maggior parte delle persone era piaciuto tantissimo. E poi, può permettersi un singolo di decidere cosa sia bello e cosa non lo sia e decidere la fine di un grande progetto?); non accettano che le centinaia di migliaia di euro spese per la produzione dello spettacolo (al di là di quelli spesi per la costruzione del teatro) in tecnologie, realizzazione di inserti cinematografici con attori di rilievo come Claudio Santamaria e Giancarlo Giannini, costumi, scenografie, formazione delle maestranze tecniche e artistiche vadano sprecati così; non ci stanno all’affossamento della cultura e alla chiusura del sipario dello spettacolo che ha dato loro non solo lavoro, ma anche una straordinaria opportunità di crescita professionale, sociale, umana. 
E’ proprio a questo che serve il teatro, a condividere esperienze, emozioni, a sviluppare un senso di comunità di appartenenza, a creare relazioni sociali per una crescita culturale e intellettuale.

Soprattutto in un paese come Senise, un teatro che fa solo mera ospitalità di artisti che arrivano, fanno il proprio spettacolo e vanno via il giorno successivo non ha senso.

Il comitato quindi, non avendo finora avuto l’opportunità di confrontarsi col Comune nonostante le numerose richieste, chiede pubblicamente di essere ricevuto dal Comune, dalla Regione, dalle Istituzioni e di poter esporre le proprie idee e considerazioni. Come succede per la gestione di qualsiasi struttura culturale pubblica, chiede la pubblicazione di un bando trasparente per la gestione 2018, in quanto pare che un bando uscirà, ma a fine estate e per la gestione 2019. La gestione 2018 è quindi, almeno al momento, senza bando. Ci si domanda se sia lecito, come si evince leggendo il comunicato stampa,  che “ il Comune è in contatto con alcune imprese di spettacolo per portare in Arena alcuni eventi nel mese di agosto”. Quali sono queste agenzie? Alla data del comunicato stampa a cura del Comune di Senise ancora non era stato ufficialmente rescisso il contratto con la precedente società che aveva vinto il bando di gestione per tre anni, e già erano state contattate altre ditte? La cosa fa pensare molto, e il comitato si interroga, e sta cercando di fare luce, sulla legalità o meno di ciò che sta accadendo in questi giorni. E ancora: non era certo dovuto, ma era quantomeno opportuno prendere in considerazione le associazioni e le maestranze (di cui, tra l’altro, la maggior parte provenienti da Senise stessa e dai paesi limitrofi) che per due anni, in quel teatro, ci hanno lavorato e sono quindi gli unici ad averne esperienza e conoscenza approfondita e che oltretutto, un po’ di tempo fa, hanno protocollato un progetto di gestione artistica e tecnica, includendo, ovviamente, la realizzazione dello spettacolo MAGNA GRECIA? 
L’espressione cattedrale nel deserto troverà un’ennesima volta la sua realizzazione? Il comitato non ci sta ed è davvero intenzionato a lottare e a fare la massima chiarezza su ciò che si sta prospettando per il futuro di una struttura e di uno spettacolo unici al mondo.