Il Cinismo e l’Ipocrisia della Francia

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Nella vicenda della tratta di esseri umani dall’Africa verso l’Europa il Presidente francese Macron ha insultato pesantemente l’Italia dimenticando il più nobile tra gli insegnamenti:

“Perché osservi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?”

Infatti, la storia sta lì a dimostrare come proprio la Francia sia tra i principali responsabili di questo drammatico esodo di intere popolazioni per via del suo esistente impero coloniale.

Le nazioni africane ex colonie francesi solo formalmente hanno raggiunto l’indipendenza, nella realtà sono ancora sottomesse alla Francia in virtù di precisi accordi di cooperazione che minano alla base qualsiasi possibilità di avere una libera politica economica e sociale. Questi Stati in apparenza sovrani sono incatenati al volere francese sulla moneta, sul sistema educativo, sull’apparato militare e sulle preferenze commerciali. Questi Stati sono il Burkina Faso, il Benin, la Costa d’Avorio, la Guinea-Bissau, il Mali, il Niger, il Senegal, il Togo, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica del Congo, il Gabon, la Guinea Equatoriale, il Ciad e le Isole Comore.

E in questo elenco ci sono nazioni che sono state dilaniate da ripetuti sconvolgimenti politici e sociali; negli ultimi decenni di tutti i colpi di Stato avvenuti in Africa oltre il sessanta per cento si è verificato nelle ex colonie francesi. Il motivo? Di una triste semplicità; quando la Francia vede in pericolo i propri interessi, o meglio, quelli di una ristretta cerchia di potere, fa intervenire i propri servizi segreti o direttamente il suo esercito per ripristinare nello Stato, in apparenza indipendente, le condizioni ad essa favorevoli infischiandosene della sofferenza prodotta. I leader africani che non accettano questa condizione di nuova schiavitù vengono messi da parte o assassinati tramite un colpo di Stato. Altresì, quelli che abbassano la testa ubbidendo come scimmie ammaestrate vengono sostenuti e ricompensati con grandi ricchezze, mentre i popoli sono costretti a vivere nella povertà e nella perenne sofferenza. Un esempio tra tutti? La tragica vicenda di Thomas Sankara, Presidente del Burkina Faso.

La Francia, così prodiga di insulti verso l’Italia, detiene un primato unico al mondo, quello dell’appropriazione di denaro appartenente a centinaia di milioni di africani. Come? Grazie agli accordi coloniali fatti rispettare con la forza, le ex colonie devono depositare le loro riserve monetarie presso la Banca di Francia; e si badi bene, ciò avviene dal 1961. Non esiste una politica monetaria autonoma; le banche centrali africane sono obbligate a tenere il sessantacinque per cento delle riserve in valuta estera presso il Tesoro francese oltre ad un ulteriore venti per cento per la copertura delle passività finanziarie. In pratica l’ottantacinque per cento delle riserve non sono nella disponibilità del reale proprietario (gli Stati africani ex colonie francesi), bensì del novello negriero; non a caso, se un governo di una qualsiasi nazione volesse utilizzare il proprio denaro può farlo entro il limite del quindici per cento in un anno. Una sopraffazione bella e buona. Inoltre, se uno degli Stati avesse necessità di utilizzare un importo superiore al quindici per cento dovrà prenderlo in prestito da chi designerà la Banca di Francia pagando, ovviamente, gli interessi. Compreso il cinismo di una tale condotta? La Francia si arroga il diritto di impossessarsi dei quattrini prodotti dal lavoro umano nelle ex colonie africane e poi di fatto li concede in prestito facendo pagare pure gli interessi.

Pensare che da quando sono iniziate queste trasfusioni nelle casse della Banca di Francia sono entrati oltre cinquecento miliardi di dollari senza alcuna possibilità di controllo vista l’esistenza del divieto assoluto di informare i veri proprietari del profitto ottenuto per la gestione dei fondi.

Insomma, uno Stato europeo che si dichiara democratico applica una nuova forma di colonialismo, quello più subdolo e maligno; soffoca le popolazioni di Stati africani, già macellate nel passato, attraverso una prigionia di tipo monetario.

D’altronde, fu l’ex Presidente francese Jacques Chirac a dichiarare: “Dobbiamo essere onesti e riconoscere che una grande parte del denaro delle nostre banche provengono dallo sfruttamento del continente africano”.

E come non ricordare l’approfondito studio “France-Afrique” di un gruppo di esperti guidato dal deputato socialista Philippe Baumel dove si evidenziò il degrado sociale,ambientale ed economico in cui le ex colonie erano cadute per precisa responsabilità della Francia.

Ma qualcuno si è mai chiesto  come questa nazione europea sia l’unica al mondo ad avere una produzione nucleare capace di coprire quasi l’ottanta per cento del proprio fabbisogno di energia elettrica? Qualcuno si è mai chiesto come sia stata in grado di realizzare ben cinquantotto reattori nucleari? Qualcuno si è mai chiesto come sia riuscita ad essere il primo esportatore al mondo di energia elettrica?

Forse perché è stata tanto brava? Certo! E’ stata la più brava ad impadronirsi delle maggiori riserve di uranio presenti, guarda caso, in una delle sue ex colonie, il Niger. Paese africano che, nonostante sia tra i primi produttori al mondo di uranio, risulta tra i più poveri. Dal 1973 l’uranio estratto in Niger viene comprato ad un prezzo di favore (cioè imposto con accordi capestro) dalla società Areva che gestisce tutte le centrali nucleari in Francia. Si pensi che l’Areva paga l’uranio circa la metà del normale prezzo di mercato. E quando sono fioccate le proteste contro questo evidente sfruttamento, ecco lì che spuntava efficiente come sempre l’esercito francese pronto a proteggere i sacri interessi schiavisti della nazione.

Pensare che il bilancio di questa compagnia francese è il doppio di tutto il Pil del Niger; pensare che in oltre quarant’anni la Francia ha succhiato il sangue del Niger senza costruire neanche un piccolo capanno da destinare a una scuola.

Questo è il vero schifo, altro che le assurde accuse mosse dai leader francesi all’Italia.

E non è finita qui!

Grazie ai vincoli a cui sono soggette le ex colonie la Francia ha il diritto di prelazione su tutte le risorse naturali presenti nei Paesi; ha per le sue imprese una sorta di ius primae noctis nell’aggiudicazione di appalti pubblici. Non a caso le attività economiche sono nelle mani di francesi: acqua, legno, cotone, elettricità, trasporti, telefonia, uranio, oro e banche. Ancora oggi in alcuni Stati come il Burkina Faso vengono letteralmente spostati interi villaggi per dare il passo all’estrazione dell’oro con l’inevitabile perdita di terreni agricoli; quei terreni necessari al sostentamento del popolo che vive per la stragrande maggioranza di agricoltura.

E non è finita qui!

La Francia si è arrogata il diritto esclusivo di fornire attrezzature militari e di addestrare gli ufficiali militari di tutte le ex colonie; si è garantita il diritto legale di intervenire militarmente per la protezione dei propri interessi e di avere basi e truppe dislocate in aree totalmente gestite e controllate dal suo esercito; ha imposto la lingua francese come lingua ufficiale.

La Francia ha calpestato e continua a farlo i diritti più elementari di tanti popoli africani. Eppure si lamenta del comportamento dell’Italia nel cercare di regolare i flussi migratori in casa sua; quegli stessi flussi selvaggi nati proprio dallo spietato egoismo di una nazione a cui non frega nulla che, nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, migliaia e migliaia di bambini lavorano dodici ore al giorno nelle miniere d’oro e nel settore del cotone per un piatto di riso e fagioli.

La Francia, con la sua voglia di grandeur, ha condotto molti Stati africani (vedasi anche il recente caso della Libia) verso livelli intollerabili di disoccupazione, sfruttamento e povertà. La Francia è una democrazia miope che ha portato le sue banche e le multinazionali come la Total, l’Orange, l’Areva ad assorbire le ricchezze naturali delle nazioni africane distruggendo senza alcuna pietà la natura e il relativo delicato equilibrio ambientale. E tutto ciò grazie alla forza, alla prepotenza, alle armi usate dal governo di turno per soffocare qualsiasi moto di ribellione.

La Francia è ricca grazie a ciò che ha tolto e toglie ancora all’Africa.

Alfred B. Revenge